Innovazione ed educazione: così la connessione GTT supporta The Quilt

0 Commenti Pubblicato il 28 Novembre 2018in Ultime Notizie

La coalizione nazionale The Quilt, che unisce organizzazioni no-profit impegnate nella ricerca e nell’educazione in America, si è affidata ai servizi di GTT

La connessione veloce come chiave strategica per il futuro: lo sa bene The Quilt, la coalizione nazionale americana di organizzazioni no-profit impegnate negli ambiti di educazione e ricerca. Che di recente ha scelto di implementare i servizi internet ad alta velocità di GTT.

In un mondo che corre sempre più in fretta e che necessita di rimanere collegato in tempo reale, realtà come The Quilt hanno bisogno di una connessione che sia affidabile e costante. E che sia capace di unire le sedi delle organizzazioni, in ogni parte d’America. La sfida di The Quilt è chiara. Credere nell’innovazione come mezzo per migliorare l’educazione delle nuove generazioni, offrendo nuovi scenari, nuove strutture, e gettando le basi per le professioni del domani.

 

In questo contesto, l’obiettivo di GTT è stato quello di incrementare la velocità a disposizione delle organizzazioni all’interno di The Quilt a 100Gbps, entro la fine del 2018. E di offrire la propria struttura cloud ad alta capacità, scalabile e flessibile, a una realtà importante, che unisce al proprio interno alcune delle università ed istituzioni di ricerca più importanti del mondo.

“Accogliamo volentieri l’opportunità di supportare con i nostri servizi le richieste di rete delle comunità impegnate negli ambiti di educazione e ricerca, e non vediamo l’ora di rafforzare la nostra partnership con The Quilt”, ha dichiarato Rick Calder, presidente e Ceo di GTT. Che, nell’intraprendere questa nuova avventura, offre connettività a chi, di fatto, fornisce servizi di rete.

I partecipanti di The Quilt, infatti, garantiscono servizi avanzati e applicazioni a oltre 900 università e a migliaia di altre istituzioni scolastiche, in tutta l’America. L’obiettivo finale è di implementare e gestire una cyber-infrastruttura avanzata, in grado di favorire l’innovazione nella ricerca e nell’istruzione. Un’infrastruttura coerente, efficiente e capace di inter-relazionarsi con la comunità delle persone che la usano, nel modo più esteso e concreto possibile.

“Supportare la missione di questa coalizione è perfettamente in linea con il nostro obiettivo di connettere le persone all’interno delle organizzazioni, in tutto il mondo e ad ogni applicazione presente nel cloud”, ha precisato Rick Calder.

Un obiettivo concreto in un mondo che cambia. E che deve investire sempre di più nel connubio tra connessione veloce, innovazione, ricerca e istruzione per cambiare nel modo migliore.

 


Come gestire le reti dopo un’acquisizione aziendale? Lo spiega GTT

0 Commenti Pubblicato il 21 Novembre 2018in L'angolo dell'Esperto

Continuità del servizio, sicurezza, integrazione delle reti SD Wan: sono queste le priorità di GTT quando avviene la fusione di due organizzazioni

Unire le reti in modo qualificato, per rafforzare il business dopo il processo di acquisizione tra due aziende: tra gli obiettivi di GTT, una delle priorità principali è proprio questa. Fondere le reti di due organizzazioni differenti, infatti, è un processo molto delicato, che definisce spesso i destini del futuro di quelle realtà. Gestirne le sfaccettature rispettando i giusti parametri, quindi, può permettere a quell’acquisizione o a quella fusione di essere più profittevole rispetto ad altre. E di guidare al meglio le nuove domande di business che verranno a seguito dell’integrazione.

In questo contesto, secondo James Karimi, SVP Engineering di GTT, sono tre gli aspetti chiave da tenere in considerazione. “Innanzitutto evitare interruzioni del servizio”, spiega Karimi. Che evidenzia, poi, come un “secondo aspetto preponderante sia certamente la riduzione dei costi”. Mentre il terzo è “la capacità di preservare il vantaggio tecnologico antecedente l’integrazione”. Lavorare in piena sintonia con le due realtà che vengono integrate costituisce una priorità per GTT. Ed è per questo, precisa Karimi, che “lavoriamo diligentemente per dare la priorità a ognuna di queste tre sfide, in base alle esigenze dell’azienda”.

GTT, negli ultimi dieci anni, ha completato più di trenta acquisizioni. E in ognuno di questi casi l’aspetto prioritario da tenere in considerazione per vincere le sfide dell’integrazione è stato “cooperazione”. Nel processo di acquisizione o fusione di due aziende, infatti, il primo passo è sempre quello di interconnettere le due reti, per poi poterne razionalizzare i servizi principali fino al livello PoP.

Un procedimento, questo, non particolarmente complesso. E che può essere facilitato, come spiega ancora James Karimi “nel momento in cui esistono piattaforme tecnologiche e fornitori di hardware che siano comuni alla base delle due reti”. Nella fase di acquisizione o fusione, un parametro primario nella gestione di queste reti è certamente la sicurezza. Parametro che, secondo GTT, si rispetta in due modi. “Lanciando aggiornamenti software come ad esempio gli antivirus”. E, prima di portare la rete del primo nel dominio del secondo, “assicurandosi di eseguire una scansione di vulnerabilità su tutti i dispositivi per evitare ogni genere di sorpresa”.

Fatta attenzione alla continuità del servizio e al rispetto dei principi di sicurezza, la gestione delle reti a seguito di un’acquisizione è solitamente una ghiotta occasione di crescita, perché permette molteplici vantaggi. Tra questi, l’utilizzo delle reti SD Wan, che rappresentano il fiore all’occhiello dell’offerta di GTT per le organizzazioni di tutto il mondo. Queste piattaforme, infatti, possono essere incorporate senza stravolgere gli equilibri in corso.

“Non rappresenta, in genere, un passaggio troppo duro”, precisa James Karimi. Evidenziando come sia “possibile distribuire i dispositivi SD Wan sito per sito, ed eseguire i test continuando a mantenere i servizi di rete esistenti”. Un approccio che permette all’azienda frutto dell’acquisizione di passare al nuovo impianto SD Wan quando è pronta. Un metodo “che noi di GTT utilizziamo sempre”, spiega Karimi.

Un metodo vincente, per una gestione responsabile.


Rete SD Wan, ecco tutti i vantaggi che hanno le aziende nell’adottarla

0 Commenti Pubblicato il 15 Novembre 2018in Ultime Notizie

Flessibilità, sicurezza, scalabilità: sono questi i tre fattori principali che permettono alla piattaforma Sd Wan di GTT di aiutare le aziende nel mercato del domani

Sviluppare le reti SD Wan per implementare la produttività aziendale. È questo uno dei principali aspetti su cui GTT si focalizza nel rapportarsi con i propri clienti e nell’offrire i propri servizi.

Sono tre le parole-chiave. Flessibilità, sicurezza, scalabilità. Uno, invece, è il risultato che conta: quello di una piattaforma SD Wan che sia capace di migliorare l’efficienza di utilizzo della rete e di ottimizzare al massimo le prestazioni delle applicazioni di un’organizzazione.

“Le soluzioni SD Wan di GTT offrono elevati livelli di crittografia su tutte le reti sottostanti e in termini di flessibilità l’SD Wan consente l’utilizzo di più tipi di accesso, inclusa la banda larga di base”, spiega infatti Samir Desai, Director of Product Management di GTT.

 

Che evidenzia come la banda larga o l’accesso wireless facilmente disponibili possano essere incorporate, grazie alla piattaforma offerta da GTT, in modo più rapido e veloce rispetto alle tradizionali reti Wan. “In questo modo – prosegue Desai – possiamo supportare i requisiti di larghezza di banda aggiuntivi o aggiungere nuovi siti”. E tutto questo si traduce in una soluzione di connettività altamente scalabile e particolarmente flessibile.

Ma la tecnologia SD Wan non rappresenta solo un valore aggiuntivo dal punto di vista della connettività. È molto altro. Perché la piattaforma di GTT ha la grande capacità di adattarsi facilmente per soddisfare i requisiti specifici delle prestazioni delle applicazioni, e consente ai team di sviluppo dei clienti GTT di migrare facilmente più di una applicazione all’interno del cloud.

Riuscendo, in questo modo, a combinare diverse tipologie di accesso in un solo, unico, dominio. “I carichi di lavoro diventano così più dinamici e gli utenti finali ottengono prestazioni migliori rispetto alle tradizionali architetture di rete statiche”, precisa ancora Samir Desai.

Il futuro del mercato IT, comunque è nel segno dell’SD Wan. Entro il 2022, infatti, il software defined raggiungerà il valore di 28 miliardi di dollari. E trainato dalle soluzioni SD Lan, che permette alle imprese di semplificare i processi resisi necessari dall’aumento delle richieste di rete, l’SD Wan avrà la capacità di vincere le sfide che ha di fronte a sé.

Parola di Samir Desai. “In GTT ci aspettiamo l’adozione diffusa, da parte del settore, di una piattaforma più virtualizzata nel tempo, col conseguente miglioramento dei modelli di erogazione dei servizi”. Un contesto in cui “il consolidamento dei fornitori IT e l’introduzione di standard di rete a livello di settore” siano alla base di una gestione in cui, grazie all’SD Wan, si riesca a “mitigare la sfida della gestione delle implementazioni IoT di massa”. Garantendo parametri di sicurezza mai visti prima


Con la connessione LiFi, internet andrà alla velocità della luce

0 Commenti Pubblicato il 7 Novembre 2018in Ultime Notizie

Nel 2021, sarà Dubai la prima città del mondo a usare la connessione LiFi, che permetterà di navigare su internet a una velocità 100 volte superiore al WiFi

La connessione LiFi rivoluzionerà l’era della tecnologia wireless, e lo farà molto prima di quanto si possa credere. Tra qualche anno, infatti, per navigare online basterà un led. E i risultati saranno sorprendenti: una connessione 100 volte più veloce del WiFi, e senza l’influenza delle interferenze che caratterizzano il wireless di oggi.

La connessione LiFi, infatti, diminutivo di “Light Fidelity”, sfrutta lo stesso protocollo del WiFi, ma con una differenza significativa: utilizza la luce Led come mezzo di connessione, e trasmette i dati attraverso onde luminose invece che tramite onde radio. Questo significa che, almeno teoricamente, questa tecnologia necessita di un’esposizione diretta e continua alla luce, per mantenere la connessione viva. La realtà, però, ci dice che i processi innovativi hanno già “superato” questo problema, attraverso lo studio di implementazioni che evitano le interruzioni nel passaggio tra un punto di luce e l’altro.

L’eliminazione delle interferenze presenti oggi nel WiFi permetterà alla connessione LiFi di aprire nuovi scenari per il futuro. Un esempio su tutti? L’opportunità di utilizzare internet anche in ambienti in cui oggi la connettività è per tutti molto difficoltosa. Sui voli aerei, ad esempio. O negli ospedali. O ancora nelle gallerie delle metropolitane.

Il potenziale di questa nuova tecnologia è enorme. Secondo un test del 2015, la velocità media può essere già oggi di circa 50 gigabyte al secondo, sfruttando una luce che viaggia tra i 400 e gli 800 terahertz. Questo significa che grazie alle connessioni LiFi potremmo scaricare un film in meno di mezzo secondo. Ed è solo l’inizio. Perché in laboratorio, il picco raggiunto è stato di ben 200 gigabyte, ovvero un valore di cento volte superiore alle normali connessioni WiFi di oggi.

Questa tecnologia rappresenta il futuro. Un futuro, però, non così lontano. Nel 2021, infatti, Dubai sarà la prima città ad essere connessa con il LiFi. Secondo Global Market Insight, il settore varrà ben 75,5 miliardi di dollari entro il 2023. E oltre a Dubai, anche Cina ed Europa sono all’avanguardia nella ricerca e nell’innovazione.

Sono stati infatti i fisici dell’istituto di ottica di Changchum dell’Accademia Cinese delle Scienze Sociali a sviluppare uno speciale tipo di led, il F-CDs, che trasmette dati attraverso luci violette o infrarosse. Mentre arrivano dal vecchio continente gli spunti più interessanti dal punto di vista imprenditoriale. Da una parte pureLi-Fi, la startup scozzese che può contare su 25 milioni di investimento e il supporto di Harald Haas, il professore di Edimburgo che prima di tutti introdusse il concetto di connessione LiFi nel 2012. Dall’altra Velmenni, azienda che sta studiando soluzioni LiFi all’interno degli aerei. Nel mezzo, una realtà italiana.

Stiamo parlando di To Be, startup guidata da Francesco Paolo Russo, che sta lavorando duramente per portare questa nuova tecnologia nel nostro Paese in pianta stabile. Una sfida per tutti, che permetterà alla connessione LiFi di stravolgere anche in Italia il concetto di connettività.

 


Big Data? Ecco perché sono la manna dal cielo delle compagnie aeree

0 Commenti Pubblicato il 1 Novembre 2018in Ultime Notizie

Personalizzazione dell’esperienza, cura del cliente, tracciamento delle offerte: così i colossi del cielo usano i Big Data per aumentare le vendite

 

I Big Data? Stanno facendo le fortune delle compagnie aeree. In un contesto in cui tutte le grandi multinazionali hanno capito l’importanza dei dati per impostare le loro strategie di mercato, questa categoria sembra ne stia usufruendo particolarmente.

Conoscere i viaggiatori per fidelizzarli. È questo il motivo per cui i Big Data sono così utili ai colossi del cielo. Che con l’avvento di internet hanno visto stravolgere il loro mercato: non più elitario e selezionato, ma aperto a tutti e ricco di competizione.

Le compagnie aeree, grazie ai Big Data, hanno però saputo cogliere l’aspetto positivo di questo cambiamento, anche grazie a un’enorme quantità di statistiche, su clienti e velivoli. Riuscire ad utilizzarli per abbassare i costi, ottimizzare i risultati e implementare l’efficienza è quindi l’obiettivo primario.

 

Sono numerosi, gli esempi in cui i dati hanno cambiato l’industria dei voli. Nel 2014, United Airlines in America ha iniziato a seguire un piano che segue tre parole-chiave: raccogliere, rilevare, agire. Grazie a questi tre elementi, l’azienda è stata capace di regalare all’utente un’esperienza di prenotazione online personalizzata. Come? Offrendo a chi si appresta a fare un check-in sul volo, attraverso i Big Data, una proposta – in appena 200 millisecondi – coerente con le precedenti scelte di quell’utente.

Non solo. Southwest Airlines, sempre negli USA, dispone oggi di palmari che consentono l’accesso a informazioni dettagliate sul cliente: frequenza di volo, provenienza, destinazioni precedenti. Mentre Delta, tramite i Big Data, sta iniziando a chiedere ai propri assistenti di volo di entrare in contatto digitale con almeno cinque passeggeri per ogni tratta, tra coloro che hanno sottoscritto un programma “miglia” con la compagnia.

E il fenomeno non riguarda solo gli States. British Airways usa da tempo la funzione “know me” per effettuare un’analisi dettagliata dei dati di ogni cliente, per poi proporgli offerte coerenti con quelle precedenti. Mentre Ryanair e Easy Jet, in Europa, si sono affidati ai Big Data per impostare i loro programmi di fidelizzazione. Ryanair con la vendita incrociata di servizi extra-personalizzati. Easy Jet con la generazione in tempo reale del costo dei posti dei voli.

La strada dei Big Data, per le compagnie aeree sembra essere tutta in discesa. Entro il 2026, i dati generati ogni anno dovrebbero raggiungere quasi quota 100 miliardi di gigabyte. Mentre i nuovi aeromobili genereranno tra i cinque e gli otto terabyte per volo, permettendo alle aziende di risparmiare dai 5 ai 6 miliardi di dollari all’anno.

 


Flessibilità, ascolto delle aziende, digitalizzazione: la sfida di GTT

0 Commenti Pubblicato il 29 Ottobre 2018in L'angolo dell'Esperto

In un periodo storico in cui le organizzazioni sono alle prese con la digital transformation, GTT punta su connettività e SD-WAN

Ridefinire le comunicazioni globali per costruire un futuro migliore: il cuore pulsante della mission di GTT, fin dal 1998, anno della sua nascita negli Stati Uniti, sta qui. Nella creazione di un futuro basato sul cloud e sulla connettività, e che permetta alle organizzazioni di tutto il mondo di rimanere sempre connesse.

La digitalizzazione dei servizi sta stravolgendo gli equilibri e cambiando i destini di molti settori. Allo stesso tempo, però, ha aperto le porte a nuovi investimenti e opportunità di crescita.

In questo solco, si posiziona GTT. Nel riconoscere la connettività come pilastro della digital transformation, e nel lavorare per offrire alle aziende impegnate nella sfida della quarta rivoluzione industriale gli strumenti utili per vincerla. Attraverso la fornitura di architetture di networking capaci di adeguarsi al cambiamento, e di strutture cloud in grado di garantire i giusti parametri di sicurezza e flessibilità, affidabilità e performance.

“Il trend verso un mondo ‘application-driven’ ha imposto molti limiti alle architetture di rete tradizionali delle aziende”, spiega Gina Nomellini, Chief Marketing Officer di GTT, che precisa come “le aziende usino sempre più il networking basato su IP per raggiungere le applicazioni ospitate su cloud diversi”.

 

Un esempio di ciò di cui le organizzazioni hanno bisogno oggi arriva dalle software-defined network, o SD-Wan, la tecnologia di rete che potenzia le performance delle applicazioni migliorandone l’efficienza. E della cui fornitura GTT è leader del mercato in tutto il mondo. Attraverso il proprio backbone IP globale, infatti, la soluzione GTT connette in modo sicuro le sedi dei propri clienti, a qualsiasi punto di internet e aqualsiasicloud

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Una soluzione resa ancora più solida dalla recente acquisizione europea di Interoute e della sua rete in fibra, e affiancata da una vasta gamma di opzioni di accesso. Dalla network security, fino alla possibilità di aggiungere la banda a seconda di singole esigenze. Un pacchetto che permette a GTT di poter contare su oltre 2500 partner di rete, e di essere inserita nella classifica delle 50 società più in crescita dalla rivista Fortune, “Future 50”.

Un riconoscimento reso possibile grazie anche a un ulteriore elemento-chiave: l’ascolto. GTT, infatti, basa la propria offerta su una fase iniziale di confronto che permette alle aziende di spiegare le esigenze, in modo da offrire le soluzioni più adatte.

 

“I Cio sono il nostro interlocutore abituale, perché la loro visione è quella più ampia in termini di esigenze sul fronte ICT”, dice Jesper Aagaard, Division President Europe di GTT, secondo cui il segreto per vincere la sfida dell’innovazione è appunto l’ascolto: “Ogni conversazione inizia chiedendo al cliente quali sono gli obiettivi di business che deve raggiungere”. Ma non è mai una conversazione scontata: “Ogni azienda ha la sua visione e chiede un approccio declinato alla propria specificità”. Una versatilità che si rispecchia nelle nuove tecnologie, così come nei bisogni di connettività.

 

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