EDUroute, le pillole di tecnologia per il mese di giugno: l’intelligenza artificiale

0 Commenti Pubblicato il 3 Lug 2017in EDUroute

Robot, androidi e cyborg: l’appuntamento di giugno con EDUroute è dedicato all’intelligenza artificiale

 

Benché le nuove tecnologie vengano spesso (e talvolta in modo inopportuno) presentate come “rivoluzionarie”, tutto ciò che riguarda il mondo dell’intelligenza artificiale può senza dubbio fregiarsi a pieno titolo di questo attributo. L’idea di “dare vita” a un essere anche solo lontanamente paragonabile all’uomo rappresenta infatti una delle sfide tecnologiche più affascinanti – sia per i tecnici che negli ultimi anni hanno compiuto in questo senso enormi passi avanti, sia per i romanzieri che ben prima di loro hanno immaginato popolato le loro opere con robot, androidi e cyborg.

Questi termini, di uso pressoché quotidiano (o quasi), sono tuttavia in molti casi utilizzati in modo impreciso, quando non addirittura errato. Possiamo quindi approfittarne per fare una panoramica su questi concetti partendo da una definizione generale di intelligenza artificiale o, riprendendo la terminologia di lingua inglese, “Artificial Intelligence”:

Con “robot” si indica invece una “macchina automatica che, coordinata da un elaboratore elettronico, svolge compiti non predeterminati in sostituzione dell’uomo”. Si tratta quindi di una definizione piuttosto ampia, al cui interno possono ricadere sia i piccoli elettrodomestici da cucina che i più grandi macchinari per uso industriale. Per questo motivo possiamo provare a darne una nuova definizione, mettendo in evidenza il significato del termine da cui questa parola deriva:

Progettati per svolgere un elevato numero di attività, i robot vengono quindi realizzati in molteplici usi e forme, a seconda del compito che andranno a ricoprire. Forma che può anche essere di tipo umanoide, avvicinando in qualche modo queste macchine ai loro ideatori. In questo caso si preferisce quindi distinguere tra “androidi” e “cyborg”, a seconda della loro natura di base:

Anche questo mese siamo al termine del nostro consueto appuntamento con le pillole di tecnologia. Seguiteci ogni settimana su Twitter con le nostre #EDUroute card! Il nostro profilo social lo trovate qui: https://twitter.com/interoute_it


EDUroute, le pillole di tecnologia per il mese di maggio: le “professioni 2.0”

0 Commenti Pubblicato il 6 Giu 2017in EDUroute

L’appuntamento di maggio ci permette di scoprire il mondo delle “professioni 2.0” e l’elevato livello tecnologico che le caratterizza

L’evoluzione tecnologica ha permesso negli ultimi anni la nascita delle “professioni 2.0”, lavori altamente innovativi e forse persino inimmaginabili anche solo qualche anno fa. Tra questi, alcuni si caratterizzano per una professionalità legata a internet principalmente come servizio – come nel caso, per esempio, dei social media manager o, più in generale, degli esperti di comunicazione digitale. Altri riguardano invece l’infrastruttura, l’architettura o, in altre parole, tutto quello che si trova “dietro le quinte” di internet.

All’interno di questo gruppo di “professioni 2.0” abbiamo per esempio i data scientist, figure professionali che vivono di dati e numeri – elementi sui quali il data scientist opera alla continua ricerca di connessioni che possano portare vantaggi di business:

Dati e numeri sono “territorio di caccia” anche per i Big Data engineer, esperti che aiutano le organizzazioni a mettere i Big Data al centro delle attività di business. Queste figure devono essere in grado di avere una visione complessiva e di tenere in considerazione le architetture tecnologiche, i processi di trasformazione e le analisi necessarie a cogliere le diverse opportunità:

Un altro dei “professionisti 2.0” è invece il cloud architect, una figura che si occupa di gestire la strategia di un’azienda per quanto riguarda il cloud computing – dalla progettazione del sistema alla sua adozione, alla gestione e al monitoraggio. Il cloud architect svolge inoltre un ruolo di consulenza nei confronti dell’azienda per la quale lavora, e per questo motivo deve essere sempre aggiornato in merito ai più recenti sviluppi del settore:

Spostandoci infine nell’ambito delle tecnologie mobili, andiamo a conoscere il mobile application developer, una figura professionale innovativa, specializzata nello sviluppo di applicazioni per dispositivi mobili di ultima generazione e in grado di utilizzare gli strumenti e le tecniche di sviluppo per le piattaforme mobili più diffuse, come Android e iOS:

E anche per il mese di maggio siamo giunti alla conclusione delle nostre pillole di tecnologia. Seguiteci ogni settimana su Twitter con le nostre #EDUroute card! Il nostro profilo social lo trovate qui: https://twitter.com/interoute_it


EDUroute, le pillole di tecnologia per il mese di aprile: tecnologie di rete

0 Commenti Pubblicato il 2 Mag 2017in EDUroute

L’appuntamento di aprile è l’occasione per fare un po’ di chiarezza nell’articolato mondo delle tecnologie di rete

 

Nonostante uno dei loro compiti principali sia quello di semplificare l’utilizzo di un prodotto o di un servizio, spesso le tecnologie non si distinguono per la stessa semplicità quando si tratta di dar loro un nome o una definizione – e le tecnologie di rete non si sottraggono a questa sorta di regola non scritta. Molte di queste si caratterizzano infatti per una serie di nomi e sigle non immediatamente riconoscibili, se non alle figure più tecniche ed esperte.

E’, per esempio, il caso di MPLS, la tecnologia di trasporto privilegiata per il trasporto di applicazioni che necessitano di alti livelli di sicurezza e di livelli di servizio garantiti:

Le tecnologie di rete che vengono ricondotte sotto il nome di SD-WAN (Software Defined WAN) sono invece quelle che permettono di garantire la continuità del servizio anche in presenza di alterazioni di rete, costituendo per questo motivo il driver di sviluppo fondamentale sulla strada della digital transformation:

Tra queste si distingue SD-WAN Edge Access di Interoute, una tecnologia di rete che permette di massimizzare le prestazioni relative ai flussi di traffico da e verso le applicazioni ospitate su piattaforme cloud, sia di Interoute che di altri fornitori. Oppure, definendola in altre parole:

L’Hybrid-WAN è infine una soluzione che rappresenta una sorta di punto d’incontro tra queste tecnologie di rete. La possibilità di sfruttare le tecnologie SD-WAN e la loro flessibilità non pregiudica infatti l’utilizzo delle reti MPLS già in uso, né costringe a rinunciare alle molteplici funzionalità offerte da queste ultime. La loro compresenza permette anzi di disporre di maggiori affidabilità e flessibilità, a fronte di una complessiva riduzione dei costi:

Eccoci alla conclusione delle nostre pillole di tecnologia anche per il mese di aprile. Continuate a seguirci ogni settimana su Twitter con le nostre #EDUroute card! Il nostro profilo lo trovate qui: https://twitter.com/interoute_it

 


EDUroute, le pillole di tecnologia per il mese di marzo: lo smart working

0 Commenti Pubblicato il 4 Apr 2017in EDUroute

L’appuntamento di marzo è dedicato allo “smart working”, reso possibile dalle nuove tecnologie e sempre più parte della realtà quotidiana

 

Con il termine smart working si intende generalmente una serie di pratiche legate al mondo lavorativo rese possibili dall’avvento delle nuove tecnologie e dalla conseguente trasformazione degli spazi di lavoro. Gli strumenti digitali stanno infatti permettendo di superare l’idea di un’attività lavorativa da svolgere necessariamente all’interno di un luogo fisso e definito, in favore di un lavoro più “flessibile”, che può essere svolto al di fuori di esso, o anche da casa.

Lo smart working è quindi un’etichetta potenzialmente capace di comprendere una gamma piuttosto ampia di situazioni, anche se possiamo provare a darne una definizione sintetica così:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’innovazione legata allo smart working ha quindi permesso di andare oltre quella che potrebbe essere pensata come una semplice “informatizzazione del lavoro”. Negli ultimi anni si sono, infatti, sviluppate nuove forme di organizzazione e nuovi stili di lavoro, tra cui il coworking:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alla base dello smart working troviamo quindi una serie di tecnologie che permettono alle persone di restare connessi anche se fisicamente si trovano in luoghi diversi, e distanti, tra loro. Possiamo quindi classificare queste tecnologie, riunendole sotto la sigla UC&C:

Molte di queste tecnologie si affidano in particolare alle potenzialità offerte dal cloud computing, e vengono quindi indicate come UCCaaS:

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EDUroute, le pillole di tecnologia per il mese di febbraio: l’universo Fintech

0 Commenti Pubblicato il 2 Mar 2017in EDUroute

Oggi approfondiamo il mondo Fintech e delle transazioni  finanziarie online: un settore al centro delle dinamiche IT di oggi e di domani

Le abitudini delle persone stanno cambiando e l’universo Fintech è nel pieno della sua evoluzione: sono sempre di più, infatti, gli investimenti e le transazioni fatte all’interno delle piattaforme digitali online. Una tecnologia che sta prendendo sempre più piede, un mercato in crescita e da esplorare. Ne è la prova la valutazione dei bitcoin, che solo nel 2016 hanno fatto registrare una crescita del +123%.

La terminologia relativa a questo mondo, però, va spiegata con le parole giuste per essere compresa nel modo più adeguato. Partiamo, quindi, dal termine da cui gravitano tutti gli altri: cosa si intende per Fintech?

Passiamo ora al Blockchain, alla base del mondo Fintech. Si tratta del libro contabile su cui vengono registrate le transazioni fatte con la valuta virtuale Bitcoin.

Già, ma cosa sono i Bitcoin? Sappiamo che si tratta di una moneta virtuale creata nel 2009. Qui la spieghiamo meglio:

Non è finita qui. Non si può comprendere al meglio l’universo del Fintech, infatti, senza soffermarsi sul termine Peer to Peer Lending, un prestito personale erogato su internet.

Chiudiamo questa rassegna sulla terminologia del mondo Fintech, invece, parlando di una vera e propria rivoluzione nel campo della consulenza finanziaria: i Robo Advisor, che aiutano le persone a gestire i risparmi attraverso l’uso di piattaforme digitali.

E anche per questo mese di febbraio è tutto! Continuate a seguirci ogni settimana su Twitter con le nostre #EDUroute card. Il nostro profilo lo trovate qui: https://twitter.com/interoute_it


#EDUroute, le pillole di tecnologia per il mese di dicembre: l’e-commerce

0 Commenti Pubblicato il 5 Gen 2017in EDUroute

Un modo nuovo per immergersi nella tecnologia: il tema di cui ci occupiamo oggi è quello dell’e-commerce, una realtà in crescita e sempre più esplorata da aziende e consumatori

 Anche a dicembre, torna l’appuntamento con la nostra rubrica #EDUroute, che ogni mese semplifica il linguaggio della tecnologia, rendendola accessibile a tutti.

Nelle ultime quattro settimane, il tema che abbiamo approfondito è stato quello dell’e-commerce: sono sempre di più, infatti, le aziende italiane che investono sul commercio elettronico, in tutte le sue sfaccettature, con l’obiettivo di intercettare bisogni e potenzialità di una fetta di mercato in netta crescita.

Rispetto alle sue origini, il significato del termine è notevolmente mutato. All’inizio, infatti, indicava il supporto alle transazioni commerciali in forma elettronica, ricorrendo a una tecnologia denominata Electronic Data Interchange (EDI), per inviare documenti commerciali di vario genere, come ad esempio le fatture elettroniche. Oggi, invece, il termine ha assunto un’altra concezione. Si fa riferimento, infatti, all’insieme delle transazioni effettuate tramite internet per la vendita e l’acquisto di beni e servizi.

L’accesso alla rete internet tramite l’utilizzo di dispositivi mobile ha ampliato ulteriormente questa tendenza, favorendo la nascita di processi di innovazione tecnologica senza precedenti. Ecco quindi svilupparsi, in parallelo all’e-commerce, il cosiddetto “Commercio Mobile”, conosciuto anche come m-Commerce. L’acquisto e la vendita di beni e servizi attraverso smartphone e telefoni cellulari, infatti, ha preso piede in un numero sempre più nutrito ambiti: oggi, l’m-Commerce si utilizza per i servizi di ticketing e mobile banking, nel campo dell’informazione e dell’acquisto di contenuti multimediali, oltre che per la distribuzione delle carte fedeltà.

Un approccio diverso, quindi, che ha modificato le abitudini di acquisto dei consumatori in tutto il mondo e che, con il passare degli anni, ha pesantemente influito sulle modalità di spesa. Le transazioni finanziarie, infatti, si sono allontanate dai pagamenti fisici e si sono orientate di più sul trasferimento elettronico di fondi. Sono entrate a far parte, ovvero, della famiglia dell’e-payment, un termine volto a indicare l’acquisto e la vendita di beni tramite i pagamenti su internet.

A nuove modalità di pagamento e di acquisto sono corrisposti, ovviamente, anche nuovi modelli di business. Le aziende hanno esplorato, sempre di più, vie innovative per implementare il proprio commercio, intercettando i bisogni dei consumatori. In questo contesto si inserisce il modello “Omnichannel”, che permette alle aziende di mettere a sistema più canali di comunicazione – che essi siano analogici o digitali -, con l’obiettivo di migliorare la customer experience, specie in ambito retail.

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Buon 2017 a tutti!


#EDUroute, le pillole di tecnologia per il mese di novembre: la cybersecurity

0 Commenti Pubblicato il 29 Nov 2016in EDUroute

Un tuffo nella tecnologia, in parole semplici: questo mese ci occupiamo di cybersecurity, un tema molto attuale e sul quale è sempre bene essere adeguatamente informati

 

Eccoci di nuovo, come ogni fine mese, con la nostra rubrica #EDUroute: l’argomento che affronteremo in questa “puntata” del blog è la Cybersecurity.

La sicurezza, quando si accede alla rete, è oggi una delle esigenze e preoccupazioni principali sia per gli utenti privati che per le aziende: per garantirla sono necessarie delle reali politiche di cybersecurity che siano in grado di affrontare gli aspetti legali ed economici che sono strettamente connessi ad essa.

Le minacce nelle quali è possibile imbattersi accedendo al Web hanno forme diverse e diversi scopi. Per questo motivo, data anche la pericolosità di alcuni dei soggetti che compongono la minaccia, la rete è oggi considerata un vero e proprio campo di battaglia, e come tale va difesa e protetta con strategie di intelligence. Anche Interoute sa che la sicurezza in rete è un aspetto complesso da gestire ma di primaria importanza, e per questo motivo propone un approccio multi-livello in aggiunta alla fornitura dei propri servizi di sicurezza. Comprendere la complessità del fenomeno e l’impatto reale sugli interessi privati, aziendali o nazionali, è il primo passo per realizzare una politica efficace di cybersecurity.

Cybersecurity

Una delle minacce più comuni e concrete nel cyberspace sono gli attacchi DDoS, che hanno lo scopo di rendere un server o un sito web indisponibile, sovraccaricando la banda che passa dal server o utilizzandone le risorse fino all’esaurimento.

Un attacco di questo tipo viene sferrato inviando numerosissime richieste contemporaneamente da molti punti della rete. L’intensità di traffico internet generata da questo “fuoco incrociato” ha l’obiettivo finale di sovraccaricare il servizio preso di mira rendendolo instabile e infine indisponibile.

Attacchi DDos

Un altro dei numerosi pericoli in agguato è senz’altro il Phishing, una vera e propria minaccia a livello globale: si tratta di una particolare tipologia di truffa online, spesso messa in pratica attraverso messaggi di posta elettronica ingannevoli. Lo scopo è quello di farsi fornire direttamente dall’utente i propri dati personali e le informazioni sensibili, fingendo di contattarlo da parte del suo istituto finanziario o da parte di altri siti che richiedono l’accesso previa registrazione. Cadere nel tranello spesso è più facile di quanto sembri ed è per questo che il livello di allerta deve sempre essere molto alto in presenza di messaggi sospetti.

Phishing

Il Malware è un’altra delle grandi minacce informatiche nelle quali può purtroppo incappare anche l’utente più accorto. Si tratta di un’abbreviazione per malicious software e indica un qualsiasi software usato per disturbare le operazioni svolte da un computer, rubare informazioni sensibili, accedere a sistemi informatici privati, o mostrare pubblicità indesiderata. Quello che oggi chiamiamo malware è insomma in fin dei conti un virus, un codice maligno che si propaga attraverso frammenti di software parassiti che si inseriscono in codice eseguibile già esistente.

Malware

Ma cosa è possibile fare concretamente per cercare di difendersi da questi attacchi informatici? Una delle soluzioni è quella di installare un Firewall: si tratta di un componente di difesa perimetrale di una rete informatica, che può anche svolgere funzioni di collegamento tra due o più tronconi di rete, garantendo una protezione in termini di sicurezza della rete stessa. Lo scopo principale di un Firewall, che può essere una componente sia software che hardware di una rete, è quello di controllare gli accessi alle risorse di un sistema filtrando tutto il traffico che esso scambia con l’esterno. Anche Interoute fornisce un servizio Firewall di ultima generazione, in grado di consentire, bloccare e rilevare il traffico ai confini dell’Internet pubblico, creando una zona interna garantita.

Firewall

Anche per questo mese speriamo di essere stati esaustivi: #EDUroute vi dà come sempre appuntamento su Twitter ogni settimana con le sue pillole di tecnologia. Continuate a seguirci per ricevere news e aggiornamenti: https://twitter.com/interoute_it


#EDUroute: le pillole di tecnologia per il mese di ottobre

0 Commenti Pubblicato il 2 Nov 2016in EDUroute

Questo mese ci occupiamo dei diversi modelli di cloud computing: scopriamo insieme caratteristiche e differenze

 

Torna, come ogni mese, la nostra rubrica #EDUroute, pronta a spiegare con semplicità e chiarezza alcuni termini tecnici spesso poco conosciuti. Oggi parliamo nuovamente di cloud computing e delle differenti categorie in cui questo può essere suddiviso.

Il cloud computing è la risposta ad una crescente domanda di memorizzazione e di flessibilità. Con questo termine, in particolare, si indicano una serie di tecnologie che permettono di elaborare, archiviare e memorizzare dati grazie all’utilizzo di risorse hardware e software distribuite nella rete. L’innovazione apportata dalle configurazioni cloud riguarda la distribuzione in rete dei servizi, la semplice scalabilità dell’infrastruttura, la maggiore affidabilità e continuità del servizio e l’erogazione in tempi molto rapidi di nuove risorse di calcolo e memorizzazione.

In una precedente “puntata” della nostra rubrica #EDURoute abbiamo esaminato le differenze tra cloud pubblico, privato ed ibrido, mentre oggi ci concentreremo sulle differenze dei diversi modelli di cloud.

IaaS

 

I servizi definiti IaaS (Infrastructure as a Service) sono uno dei tre modelli fondamentali di servizio di cloud computing. Come tutti i servizi di cloud computing, IaaS fornisce l’accesso a una risorsa informatica appartenente a un ambiente virtualizzato, il Cloud, tramite una connessione pubblica, solitamente Internet. Acquistando un servizio IaaS da un fornitore di servizi cloud come Interoute si ha a disposizione dell’architettura hardware virtualizzata: in sostanza, è come avere un computer fisico (ma con prestazioni elevatissime) senza le preoccupazioni derivanti da possibili guasti o da bisogni di aggiornamenti hardware. Questo sistema garantisce la scalabilità delle risorse dando la possibilità di aggiungere RAM, CPU e Storage a seconda dei bisogni.

SaaS

SaaS, o Software as a Service, indica qualsiasi servizio cloud tramite il quale i consumatori possono accedere ad applicazioni software tramite Internet. Le applicazioni sono ospitate su cloud e possono essere utilizzate per una vasta gamma di attività, sia da individui che da organizzazioni. Un servizio SaaS che viene utilizzato da molti quotidianamente è la posta elettronica e le applicazioni di storage come DropBox o Google Drive, che permettono di archiviare file grazie a una piattaforma cloud. Anche Twitter, Facebook e Flickr sono esempi di SaaS, per cui gli utenti sono in grado di accedere ai servizi tramite qualsiasi dispositivo predisposto per l’accesso a Internet. Il SaaS spesso viene definito anche “software on demand”, in quanto il suo utilizzo è più simile a un noleggio del software che al suo acquisto.

PaaS

 

I servizi cloud definiti PaaS (Platform As A Service) forniscono agli sviluppatori una piattaforma e un ambiente per costruire applicazioni e servizi su Internet. I servizi PaaS vengono ospitati su cloud e vi si accede con facilità tramite il proprio browser web: l’utente deve preoccuparsi unicamente di sviluppare le applicazioni, poiché i problemi relativi alla creazione della piattaforma di sviluppo sono a carico del fornitore di servizi cloud.

MBaaS

 

Il protocollo MBaaS (Mobile Backend as a Service) consente agli sviluppatori di app web o mobile di  collegare le loro applicazioni a un backend cloud storage e API esposte da applicazioni backend, fornendo allo stesso tempo funzioni quali la gestione degli utenti, le notifiche push, e l’integrazione con servizi di social networking. Le finalità principali dei MBaaS sono relative all’alleggerimento degli sforzi dello sviluppatore: i dati e la rete sono ottimizzati per l’integrazione con smartphone e tablet, forniscono un’infrastruttura scalabile e sicura, in modo che lo sviluppo e il mantenimento di questa, solitamente associata allo sviluppo di applicazioni, possa essere astratto e condensato in una singola piattaforma di backend. Attualmente ci sono più di 50 aziende che forniscono questo tipo di servizi, e le previsioni indicano che si tratti di un settore con grandi potenzialità che sta man mano guadagnando popolarità e rilevanza.

 

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#EDUroute: le pillole di tecnologia per il mese di settembre

0 Commenti Pubblicato il 29 Set 2016in EDUroute

Questo mese la nostra rubrica tocca il tema della connettività, indagando il processo evolutivo delle reti di telefonia mobile

L’era delle telecomunicazioni ha fatto in pochissimi decenni dei veri passi da gigante, e l’evoluzione delle reti mobile ha permesso l’affermarsi di nuovi dispositivi e nuovi servizi. Mentre il 4G ha iniziato a diffondersi sui nostri device, già si parla della prossima generazione, il 5G, la tecnologia che consentirà di sviluppare servizi digitali impensabili fino ad ora. Ma com’è cambiata nel dettaglio la comunicazione mobile negli anni? Cosa comporterà realmente la “rivoluzione” 5G?

Partiamo dagli anni ’80, quando i sistemi trasmettevano in modalità analogica ed erano in grado di gestire solo il traffico voce. Allo scopo di migliorare la qualità di trasmissione e la copertura del segnale, la seconda generazione di reti mobili ha segnato un punto di rottura, puntando sul passaggio al digitale introdotto dallo standard GSM, nato nei primi anni ’90. L’uso del digitale ha sancito la nascita dei primi servizi di trasmissione dati, grazie ai messaggi di testo, multimediali e WAP, lo standard che per la prima volta ha consentito l’accesso a appositi contenuti Internet da telefonino.

Nei primi anni 2000 vengono poi lanciate le tecnologie 3G, con lo standard UMTS (Universal Mobile Telecommunications System), anch’esso un’evoluzione del GSM. Le prestazioni dell’UMTS garantiscono una maggiore qualità dei servizi multimediali fruibili da rete mobile e una maggiore velocità di trasmissione dei dati grazie alla banda di trasmissione utilizzata.

connettività

Con l’introduzione del protocollo W-CDMA lo standard UMTS è stato in grado di offrire un’ulteriore velocizzazione nel trasferimento dati. Sono nati, così, i protocolli di trasmissione HSPA (High Speed Packet Access) che hanno favorito l’ampliamento della rete consentendo di aumentare ulteriormente la velocità di trasmissione.

connettività

Più recentemente si è affermata la quarta generazione delle reti mobile, con la tecnologia LTE (Long Term Evolution): sviluppata alla fine degli anni 2000 per aumentare le prestazioni del 4G, consente l’invio e la ricezione dei dati in mobilità ad una velocità in grado di competere con quella delle migliori connessioni ADSL. Con una copertura sempre maggiore e sempre più dispositivi connessi, ormai è possibile navigare e accedere a servizi cloud e streaming video in alta definizione senza interruzioni, grazie alla velocità e alla riduzione dei tempi di latenza raggiunti dalle reti 4G.

connettività

E siamo così arrivati ai giorni nostri: si cominciano a sviluppare in maniera embrionale le tecnologie 5G, che saranno in grado di migliorare ulteriormente la velocità di trasmissione dati delle attuali reti per supportare il crescente numero di utenti e servizi accessibili da mobile. Gli operatori del settore stanno già lavorando a questa nuova generazione, che secondo le previsioni ITU sarà disponibili a partire dal 2020 con prestazioni di lunga superiori al 4G.

connettività

Ma non solo: il 5G fornirà nuovi e migliori servizi per la comunicazione e nella realtà aumentata, e consentirà anche nuovi e importanti sviluppi in ambito IoT; sempre più device, dai dispositivi wearable ai diversi oggetti di uso comune, potranno dialogare in rete ed essere controllabili a distanza. In quest’ottica, insomma, l’avvento del 5G apre scenari interessanti non solo per gli operatori di telefonia mobile, ma anche per chi si occupa di infrastrutture: si stima. infatti, che nell’era del 5G il traffico dati crescerà immensamente, influenzando anche i data center che avranno quindi bisogno di evolversi e sviluppare nuovi strumenti per restare al passo. Già nel 2012, Interoute ha promosso il progetto LIGHTNESS, con la partecipazione di vari centri di ricerca internazionali: l’obiettivo è quello di sviluppare nuove ed ottimali soluzioni, come ad esempio data center interamente in fibra ottica, che consentano la creazione di infrastrutture sempre scalabili e programmabili (ulteriori dettagli sul progetto sono disponibili a questo link).

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#EDUroute: pillole tecnologiche di Interoute

0 Commenti Pubblicato il 31 Ago 2016in EDUroute

Il tema su cui ci concentriamo questo mese è il cloud, in tutte le sue molteplici declinazioni

La rubrica in pillole del blog di Interoute non va in vacanza, e anche questo mese abbiamo raccolto per voi da Twitter, con l’hashtag di recente creazione #EDUroute, una serie di termini riconducibili all’universo del cloud.

Quando si parla di cloud e della sua origine, sappiamo che questo rappresenta la naturale evoluzione dell’IT nel mondo dell’impresa, ponendosi come obiettivo l’astrazione dell’infrastruttura, poiché sposta l’attenzione da questa stessa alle informazioni contenute, affermandosi come risposta alle esigenze sempre maggiori delle aziende. Il primo modello di cloud esaminato in questa sede è il cloud pubblico, modalità che prevede la fornitura di servizi a molteplici utenti e si basa sul modello standard di cloud computing: un service provider rende disponibili al pubblico su Internet le risorse, come applicazioni e storage. I servizi di public cloud sono offerti secondo un modello di pagamento “a consumo”, garantiscono scalabilità ed elevate prestazioni ad un prezzo estremamente competitivo, in quanto le aziende hanno la possibilità di disporre di un data center, virtualmente proprietario, senza acquistare e manutenere hardware al loro interno.

cloud

 

Il cloud può anche essere però di tipo privato: questa tipologia prevede la fornitura di servizi cloud a un singolo utente, all’interno di un ambiente virtualizzato. Utilizzando il cloud privato, quindi, il bacino di risorse cloud è accessibile da una sola organizzazione, che avrà un maggiore controllo sui dati grazie all’isolamento dell’infrastruttura e la massima privacy. La sicurezza aggiuntiva offerta dal modello cloud privato e protetto è la soluzione ottimale per qualsiasi organizzazione, imprese incluse, che abbia bisogno di archiviare ed elaborare dati privati o svolgere attività sensibili. Ad esempio, un servizio cloud privato può essere utilizzato da un’azienda finanziaria che per legge abbia necessità di archiviare al suo interno dati sensibili e che desidera comunque sfruttare i vantaggi del cloud computing all’interno della sua stessa infrastruttura aziendale, ad esempio lo stanziamento di risorse su richiesta.

cloud

 

Esiste poi una terza opzione, quella del cloud ibrido, che sfrutta soluzioni sia pubbliche che private per svolgere funzioni differenti all’interno di una stessa azienda. Grazie a questa soluzione, un’azienda può incrementare la propria efficienza utilizzando servizi cloud pubblici per tutte le operazioni non sensibili e affidarsi al cloud privato esclusivamente in caso di necessità, facendo in modo che tutte le sue piattaforme siano perfettamente integrate.

cloud

Inoltre, possiamo aggiungere che i servizi di cloud hosting garantiscono l’hosting su server virtuali, capaci di trarre le proprie risorse di computing da grandi reti sottostanti, costituite da server web fisici. Il cloud hosting segue quindi il modello di utilità del computing ed è per questo disponibile come servizio e non come prodotto. In generale, viene messa a disposizione del cliente un’infrastruttura sulla quale installare l’ambiente software preferito. Si tratta di un’alternativa all’hosting dei siti web su server singoli (dedicati o condivisi) e può essere considerato un ampliamento del concetto di “clustered hosting” (hosting raggruppato), per cui i siti web vengono ospitati su più server. L’evoluzione di questo concetto offerta da Interoute è rappresentata dal Virtual Data Center (VDC).

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Tra le opzioni disponibili per le aziende, c’è anche quella del Community Cloud. Per Community Cloud si intende l’erogazione di servizi cloud da un’azienda o da un provider a un gruppo ristretto di organizzazioni. Queste ultime, oltre a condividere il servizio, hanno però anche la necessità di condividere alcuni ulteriori aspetti fondamentali: tra questi, i parametri di sicurezza, gli obiettivi da conseguire in termini di connettività e le norme legali.

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