Banda ultralarga, con infrastrutture adeguate la fibra può aiutare il futuro delle imprese

Pubblicato il 8 Settembre 2016in Ultime Notizie

Prime criticità del piano fibra ottica del governo: 1,2 milioni di case rischiano di non essere raggiunte dalla banda entro il 2020

 

Banda ultralarga, a che punto siamo? Mentre a luglio sono scaduti i termini dei primi bandi di gara dedicati agli operatori, la prima tranche da 1,4 miliardi di euro di un investimento complessivo che ne prevede quasi 7, il piano fibra ottica promosso dal Governo inizia a mostrare delle criticità. Gli obiettivi sono ambiziosi, ma non semplici da raggiungere. Da una parte, offrire una connettività ad almeno 100 Mbps all’85% della popolazione italiana, garantendo al tempo stesso una copertura ad almeno 30 Mbps in download a tutti cittadini. Dall’altra, permettere alle imprese del nostro paese di usufruire della banda ultralarga a fibra più pregiata. Il tutto, entro il 2020.

Nelle ultime settimane sono emerse due problematiche che terranno vivo il dibattito sul tema, anche nei prossimi mesi. La prima questione è relativa alle cosiddette “case sparse”, circa 1,2 milioni lungo tutto lo stivale. Si tratta di  edifici che si trovano nelle aree D, le più marginali: alcune sono disabitate, altre sono diventate strutture turistiche, situate in località isolate. Nel complesso al loro interno ci vivono 1,4 milioni di italiani che potrebbero essere esclusi dal piano, in quanto la loro copertura viene considerata come “facoltativa”. La seconda criticità, invece, è più strutturale e riguarda le imprese. I dati ufficiali del Ministero dello Sviluppo Economico della scorsa primavera ci raccontano di un’Italia divisa a metà: solo il 45% delle aziende è coperta dalla banda ultra larga, la restante parte invece ne è ancora sprovvista. L’obiettivo del Governo è di raggiungere una copertura del 76% entro il 2018 e del 100% entro il 2020. Un risultato non facile da ottenere, in quanto la qualità richiesta  per la fibra ottica, quando si parla di imprese, è più elevata rispetto alla tradizionale banda ultra larga: si tratta di reti capaci di raggiungere velocità superiori a 1 Gigabit.

banda largaPer raggiungere una resa di questo genere, però, le imprese dovrebbero avere la fibra ottica fino all’edificio: gli operatori italiani, invece, fino a oggi hanno preferito puntare su una fibra ottica di tipo inferiore, che raggiunge le strade ma non gli stabili. Un intervento con fondi pubblici per modificare la rete, in tal senso, è impossibile: per trasferire la fibra, infatti, si rischierebbe di danneggiare investimenti e edifici privati. Per risolvere il problema quindi il Governo starebbe pensando di proporre dei voucher a tutte quelle imprese desiderose di usufruire della fibra più pregiata, e che potranno essere utilizzati direttamente con l’operatore, vincitore dei bandi di gara.

A oggi, però, non c’è ancora nulla di certo e il dibattito sul piano fibra ottica resta sul tavolo dell’attualità. La domanda di banda ultra larga, comunque, continua a essere elevata, come evidenzia Simone Bonannini, amministratore delegato di Interoute Italia: “Dai dati raccolti dalla nostra azienda, abbiamo notato come il trend si ripeta: al crescere della capacità della banda, ne corrisponde una crescita dell’utilizzo da parte degli utenti. Ogni sette anni, dal 1995 a oggi, sia la velocità della connettività, sia il numero delle persone che ne hanno usufruito sono decuplicate, di pari passo. E’ la prova che, se l’offerta c’è ed è adeguata, la domanda arriva di conseguenza”.

 


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