Turismo spaziale, l’Italia prende il volo: ecco il primo spazioporto

Pubblicato il 26 Giu 2018in Ultime Notizie

Sorgerà in Puglia, a Taranto-Grottaglie, entro il 2020. Ed è la prova della crescita di un mercato, quello del turismo spaziale, destinato a cambiare il mondo

 

Sul turismo spaziale, l’Italia risponde presente. Entro il 2020, infatti, sorgerà il primo spazioporto italiano per i futuri voli nell’orbita. Una base che verrà realizzata in Puglia, nella località di Taranto-Grottaglie e che porrà l’Italia al centro, come punto di riferimento privilegiato per nuovi investimenti.

Sostenibilità ambientale del progetto e interventi strutturali limitati. Sono stati questi i due punti di forza che hanno permesso alla località pugliese di rispettare i requisiti identificati dal ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in collaborazione con l’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac), l’Aeronautica militare e l’Agenzia spaziale italiana (Asi).

Lo spazioporto pugliese favorirà il turismo spaziale in Italia. Un mercato in crescita e che sta per diventare, sempre di più, una realtà effettiva di cui tener conto. Chi lo desidera infatti, e chi ne ha disponibilità economica, potrà imbarcarsi su un volo suborbitale ed essere protagonista di un’esperienza mai provata prima da turisti e profani dello spazio. I costi, ovviamente, sono ancora proibitivi ai più: per un volo di andata e ritorno, si parla di circa 250mila dollari a persona. Non poco. Anche se le pre-prenotazioni, fanno sapere le compagnie hi-tech impegnate in questa sfida tecnologica, sembrano già andare a gonfie vele.

Ma come sono fatte le navette? I veicoli in partenza dagli spazioporti come Taranto-Grottaglie non sono dissimili agli aerei di linea di oggi, nelle forme. E sono capaci di trasportare fino a 500 turisti all’anno in “crociera”, a quote superiori a 100 chilometri di altezza. Dalla base pugliese decolleranno i turisti spaziali della Virgin Galactic di Richard Branson, il magnate britannico che prima di tutti ha creduto nella creazione del turismo spaziale e che ora sta cogliendo i primi frutti della sua idea.

Nell 2020 i voli dalla Puglia consisteranno in un viaggio “semplice” in cui i turisti dello spazio potranno sperimentare l’esperienza dell’assenza di peso, per poi tornare quasi immediatamente alla base. In futuro però, le prospettive sono ben più ampie. Sarà possibile infatti anche soggiornare in hotel di lusso spaziali come Aurora, della Orion Span. Una struttura che dovrebbe essere inaugurata entro il 2022.

La digitalizzazione dei servizi contribuisce quindi, sempre di più, ad aprire una nuova porta verso il futuro. E il turismo spaziale nella base pugliese porterà con sé sviluppo tecnologico e scientifico, nonché opportunità industriali e commerciali. Il periodo storico per il nostro Paese, del resto, sembra essere davvero quello giusto. Dopo la positiva esperienza pugliese, anche il Distretto Aerospaziale della Campania si è candidato per diventare punto di riferimento internazionale per mezzi e tecnologie destinati ai voli suborbitali. Una nuova potenziale base per i voli suborbitali, per un mercato che cambia e cresce, sempre di più.


Commenti per Turismo spaziale, l’Italia prende il volo: ecco il primo spazioporto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.