Smart retail, ecco come la tecnologia cambia gli acquisti del futuro

Pubblicato il 9 Lug 2018in Ultime Notizie

Online e offline, consumer e retailer sono sempre più vicini. E grazie ai concetti-chiave di cross-canalità, interazione e responsability, lo smart retail è sempre più realtà

Nell’era in cui è possibile acquistare oggetti ovunque, lo smart retail diventa una sfida irrinunciabile per tutti. Secondo il Politecnico di Milano, la percentuale di consumatori che sceglie il web per le proprie spese continua a crescere: dal 36% del 2013, al 45% del 2016, con un trend positivo per il 2018-19. E l’export digitale vola.

Ma non si tratta più solamente del luogo fisico o virtuale in cui avviene l’acquisto. Con lo smart retail, infatti, l’intera esperienza del consumatore sta cambiando. Non esiste più esclusivamente la vetrina fisica, così come è scomparso il gap tra consumatore passivo e venditore attivo: il ruolo del prosumer infatti, ovvero quel consumatore che partecipa alla filiera del prodotto, è preponderante.

Online e offline, punti vendita fisici e virtuali camminano fianco a fianco. E la sfida di retailer e distributori deve essere quella di impostare i propri criteri organizzativi declinando l’offerta in modo diverso, rispetto ai format a disposizione. Oggi smart retail significa connettere prodotto e clienti, attraverso un ecosistema ibrido di servizi fatto di QR code e intelligenza artificiale, touch point e applicazioni per smartphone, infotainment di ultima generazione e customer service 4.0.

Da questo punto di vista il processo delle aziende, soprattutto in Italia, è ancora agli inizi e le difficoltà non mancano. Secondo una ricerca di EY, sull’integrazione tra retail fisico e digitale c’è tanta strada da fare. Il 40% degli intervistati utilizza ancora la tecnologia come leva per aumentare la conoscenza dei propri clienti, mentre solo il 10% la vede come strumento per implementare le vendite. Sempre secondo EY, rispetto al passato l’87% di retailer considera questa la sfida principale dei prossimi tre anni. In questo senso, sono tre le parole-chiave per capire le vendite del domani.

Innanzitutto, cross-canalità: l’evoluzione del multicanale, infatti, permette ad aziende e retailer di offrire una serie di servizi integrati, in termini di merchandising e di pagamenti semplici, in nome di uno smart shopping rivolto a consumer sempre più versatili. Il secondo concetto fondamentale dello smart retail è invece interazione. Un’interazione che lega il consumer e il venditore, ma anche la globalizzazione e il localismo, in un mercato “glocale” capace di rispettare le tradizioni del contesto in cui il prodotto nasce, e di valorizzare l’internalizzazione del mercato in cui questo viene messo in vendita.

Mercato e prodotto sono protagonisti anche nella terza parola-chiave: responsibility. I retailer, infatti, sono sempre più impegnati a difesa dell’ambiente e delle cause sociali. Attraverso campagne mirate, infatti, l’obiettivo dello smart retail è di rispettare le persone che acquistano e di responsabilizzarsi nei confronti dei contesti e delle comunità che producono gli oggetti in vendita.

Tre aspetti attuali e dinamici, in nome di un commercio destinato a cambiare le abitudini di persone e aziende.


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