Grazie alle smart home, il futuro delle case diventa sempre più green

Pubblicato il 17 Mag 2018in Ultime Notizie

Secondo le decisioni del Parlamento Europeo, entro il 2050 le smart home saranno realtà, tra consumi eco-friendly e innovazione. E un numero di startup in grande crescita

 

Case intelligenti, consumi eco-friendly, energie pulite: entro il 2050, ci sarà la svolta smart home. È questo l’obiettivo dell’Unione Europea, il cui Parlamento ha approvato di recente una modifica della direttiva sull’edilizia. Un impianto legislativo che detta i tempi di una rivoluzione green, nella quale sono state previste precise tabelle di marcia.

Non è la prima volta che il termine smart home prende il proscenio in Europa. A partire dal 1 gennaio 2021 tutti i nuovi edifici dell’UE dovranno consumare una quantità di energia pari a zero, o molto ridotta per il riscaldamento, il condizionamento e l’acqua calda. Con un duplice obiettivo. Da una parte diminuire l’impatto dello smog, che in particolare nelle principali città del nord Italia e in alcune aree del centro Europa ha raggiunto picchi mai toccati prima negli ultimi trent’anni. Dall’altra aprire le porte della tecnologia al comparto edile, da tempo diviso tra resistenza e innovazione.

Tra i cambiamenti disposti dal Parlamento Europeo in materia di smart home, ci sono misure che facilitano le ristrutturazioni, così come l’adozione di norme per incoraggiare l’utilizzo di tecnologie intelligenti, per la riduzione del consumo di energia. Tra queste, l’installazione di nuovi generatori di calore, dotati di dispositivi automatizzati per regolare i livelli di temperatura.

Queste misure potrebbero essere sufficienti ad aprire la strada delle smart home, in Europa e in Italia. Misure che guardano al futuro, certo, ma che già oggi stanno attirando le attenzioni di aziende e imprenditori. Il mercato delle case intelligenti, infatti, è in netta crescita. E in Italia ha toccato quota 185 milioni di euro nel 2016, facendo segnalare un +23% rispetto al 2015. Un trend che, secondo quanto riportato dai dati dell’Osservatorio IOT del Politecnico di Milano, è destinato a migliorare.

Sono sempre di più le startup italiane che hanno deciso di investire, non a caso, sulle smart home. E due esempi virtuosi lo regalano Alyt e Airgloss. La prima, fondata da tre torinesi, ha messo a punto una piattaforma capace di far dialogare qualsiasi oggetto connesso della casa. Un dispositivo, quello di Alyt, che gestisce la smart home in modo intelligente: dagli hot spot per la connessione internet alle tapparelle automatiche, dalla lavatrice all’impianto elettrico, dalla chiusura delle porte al frigorifero. Il secondo caso, invece, arriva da Roma. Incubata da BicLazio, Airgloss ha sviluppato due dispositivi a basso costo in grado di analizzare la qualità dell’aria in tempo reale, di identificare eventuali sostanze nocive mediante un algoritmo di intelligenza artificiale e di controllare un termostato smart senza toccarlo.

Due esempi virtuosi, tra i tanti in crescita in Italia, che mostrano come le smart home rappresentino il futuro su cui investire.


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