Con la sanità digitale, la tecnologia apre le porte al futuro

Pubblicato il 22 Ott 2018in Ultime Notizie

Il tema della sanità digitale è entrato con prepotenza in ambito medico e le opportunità sono più dei rischi. Un esempio? Arriva dal fegato artificiale a Pisa

Sanità digitale, tra opportunità e pericoli, il futuro del campo sanitario sembra essere sempre più tecnologico. Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio di Reale Mutua attraverso una recente ricerca Nextplora, infatti, il 66% delle persone nel nostro Paese ha raccolto informazioni sulla propria salute o su quella di un familiare, nel corso degli ultimi 12 mesi, online. Di fatto, si tratta di due italiani su tre.

Un dato, a tratti, preoccupante. Le auto-analisi sul web e su internet, infatti, sono da sempre legittimamente sconsigliate dai medici. Quei medici “tradizionali” che però, sempre secondo la stessa ricerca, per 1 italiano su 5 verranno sostituiti entro qualche anno da blog, forum o siti internet.

Sanità digitale, però, vuol dire anche opportunità. Gli italiani infatti non si limitano a cercare su Google le risposte alle loro domande. Pensando anzi che i servizi digitali possano migliorare il modo con cui le persone usufruiscono delle cure mediche. Tra i servizi ritenuti più utili ci sono, ad esempio, la possibilità di prenotare esami e visite online (59%) o di consultare referti medici e i risultati degli stessi esami direttamente da uno smartphone o da un computer (48%).

Il tema della salute digitale presenta insomma svantaggi e vantaggi. Svantaggi, come il rischio dell’esclusione di tutto quell’arco di utenti che non considera il digitale nella propria vita quotidiana. In genere, si tratta della popolazione più anziana. E che rappresenta, però, circa il 45% delle persone interpellate nell’indagine. Ma non solo. Da evitare è anche l’idea che il web e la tecnologia possano sostituire la medicina tradizionale. L’obiettivo, in questo senso, dovrà essere quello di sfruttare la sanità digitale come ponte tra paziente e medico, tra persone e medicina, e non come ostacolo.

In questo contesto, arrivano i vantaggi offerti dalle nuove tecnologie. Che sono molteplici. E che toccano anche numerosi aspetti della vita quotidiana delle persone. Ne sono un esempio, l’utilizzo di dispositivi innovativi indossabili, che aiutano a monitorare i parametri fisici come la pressione e la frequenza cardiaca, o a supporto di un’attività fisica da organizzare. I vantaggi della sanità digitale riguardano però anche, se non soprattutto, il supporto alla ricerca. E qui, un caso di particolare eccellenza arriva dall’Italia.

Dove a Pisa è stato realizzato il primo fegato artificiale miniaturizzato, creato con chip microfluidici in silicio. Uno studio a firma del professor Giuseppe Barillaro del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa, con la collaborazione del professor Nico Voelcker della Monash University, che ha dimostrato come questo genere di organi chip possano diventare modelli attendibili sperimentali per test farmacologici. E che la sanità digitale possa costituire una risorsa, e non un problema.


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