Public Cloud, nel 2020 si prevede un fatturato complessivo di 195 miliardi di dollari

Pubblicato il 15 Settembre 2016in Ultime Notizie

Un rapporto redatto da IDC parla chiaro: il trend in ambito public cloud è positivo e i numeri sono destinati a crescere

 

Nel 2020, il fatturato complessivo generato dai servizi di public cloud toccherà la cifra-record di 195 miliardi di dollari: a dirlo è il Worldwide Semiannual Public Cloud Services Spending Guide, il documento redatto da IDC (International Data Corporation). Il rapporto, che quantifica gli investimenti su un campione di 20 settori industriali, localizzati in 54 Paesi diversi, parla chiaro: il trend è molto positivo e i numeri sono destinati a crescere.

Nel solo anno 2016, il fatturato complessivo per i servizi di public cloud dovrebbe toccare quota 96,5 miliardi di dollari, un dato che suggerisce un tasso di crescita del 20,4%, se si considera il quinquennio 2015-2020. E a incidere particolarmente, in questo contesto, è stata la capacità di investimento in ambito cloud dimostrata dal settore bancario, della produzione “discreta” e dei servizi professionali. A ritagliarsi un ruolo importante, inoltre, nel processo di rivoluzione tecnologica in atto, sono state tre categorie ulteriori: i media, le telecomunicazioni e il retail, i cui margini di crescita futura, peraltro, primeggiano all’interno del rapporto IDC.

Se invece si considera l’anno 2015, la fetta più ampia (83,7%) del fatturato di public cloud è riconducibile agli investimenti compiuti in ambito di Software as a Service (SaaS), una categoria in netta crescita. Il documento IDC, infatti, stima che i software cloud rappresenteranno il 25% delle vendite complessive del settore e che nel 2020 circa la metà dei nuovi acquisti software saranno di tipo “as a Service” . La restante fetta del fatturato di public cloud – pari al 16,3% – è, invece, da attribuire alle soluzioni Infrastrtucture as a Service (IaaS), i cui margini di crescita per il quinquennio 2015-2020 sono altrettanto elevati.

public cloudIl rapporto IDC, basato su un campione di otto aree geopolitiche differenti, racconta che il mercato più importante per i servizi di public cloud, oggi, è quello degli Stati Uniti d’America, dove si generano due terzi del fatturato complessivo. Seguono l’Europa occidentale e i Paesi APeJ. Questi ultimi, che si riferiscono al mercato asiatico e del pacifico, ad eccezione di quello giapponese, secondo le stime IDC sono destinati a crescere di più al mondo, nel prossimo quinquennio, insieme all’America Latina.

Il mercato cloud continua a seguire un trend così positivo, anche perché aiuta le imprese a spezzare le tradizionali barriere tecnologiche, imposte un tempo dall’universo IT. Supportare le aziende, permettendo loro di adattarsi in modo più reattivo ai cambiamenti del mercato e guidandole verso la digital transformation, è del resto uno degli obiettivi di Interoute, operatore proprietario di uno dei più grandi network in Europa. Interoute è stato tra i primi a comprendere l’importanza e i margini di crescita dei servizi cloud, e per questo motivo continua ad ampliare la propria piattaforma. Ad oggi, sono 17 i Virtual Data Center posseduti da Interoute in tutto il mondo, di cui 3 inaugurati nel solo 2016, nelle città di Istanbul, Singapore e Stoccolma.


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