Mercato del lavoro, boom di domanda delle professioni digitali

Pubblicato il 26 Ottobre 2017in Ultime Notizie

Tra le professioni digitali più ricercate dalle aziende ICT i data scientist, i data architect e gli insight analyst. Non mancano però le difficoltà: entro il 2020 potrebbero essere 825mila i posti qualificati vacanti

Professioni digitali, a che punto siamo? Con la quarta rivoluzione industriale in corso e con il processo di digitalizzazione dei servizi nel pieno del suo svolgimento, anche il mercato del lavoro sta cambiando e continuerà a cambiare.

Fondamentale, quindi, sarà creare un ponte tra ambiente accademico e università da una parte, e aziende IT dall’altra. Ma non solo. In questo contesto, infatti, necessario è anche garantire le condizioni giuste per permettere l’aggiornamento delle figure professionali già coinvolte sul mercato, con l’obiettivo di far fronte a una domanda IT in costante crescita.

Secondo i recenti dati della Commissione Europea presentati nell’ultima Digital Assembly, si stima che entro il 2020 ci saranno almeno 825mila posti qualificati, nelle professioni del digitale, vacanti. Numeri significativi, risultato di due trend opposti: da un lato la crescita dei professionisti IT costante ma lenta (+3% ogni anno), dall’altro il crollo dei laureati in informatica (-13% dal 2006 al 2013). Non solo. Secondo l’Osservatorio delle competenze digitali 2017, condotto dalle principali associazioni ICT, è necessario coltivare una cultura capace di rispondere agli stimoli del mercato. E in questa cornice quattro sono i soggetti coinvolti: i cittadini attraverso l’educazione digitale, la Pubblica Amministrazione attraverso l’e-government, le imprese (favorendo processi di innovazione) e il mondo della scuola (divulgando la cultura digitale in ogni indirizzo scolastico).

La domanda, però, continua a superare l’offerta. Il report sulle professioni digitali dimostra infatti che c’è “uno scarso livello di copertura delle competenze ICT”, in ogni settore. E nell’analisi emerge che il reparto meglio preparato sia quello delle aziende ICT (73%), che precedono le società in house di regioni e province autonome (67%). Molto distaccati, gli altri settori: dal 48% delle aziende-utenti al 41% di copertura della domanda nella PA centrale, fino al 37% nella Pubblica Amministrazione in ambito locale.

Tra le figure più ricercate dalle aziende ICT in Italia, protagoniste sono principalmente tre professioni digitali: i data scientist, i data architect e gli insight analyst. Secondo una ricerca effettuata dalla società di consulenza Hays, le professioni digitali saranno sempre più ricercate dalle imprese e già nel 2017 la domanda di talenti digitali aumenterà ancor più notevolmente. Tra i dieci ruoli principali inseriti in classifica da Hays, sono proprio i data scientist i più importanti: si tratta di un professionista con background accademico molto forte in discipline come Statistica, Matematica, Fisica o Economia, e capace di identificare e risolvere problemi complessi legati al business. A seguire i data architect, capaci invece di operare nello scenario dei big data, e gli insight analyst, che hanno competenze su strumenti di analisi quali sas e spss, e ricavano da questi grandi quantità di dati a supporto delle strategie di acquisizione e fidelizzazione clienti.


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