Ospedali del futuro, ecco i templi dell’intelligenza artificiale

Pubblicato il 30 Novembre 2017in Ultime Notizie


A Torino per la prima volta un robot ha condotto un intervento chirurgico complesso senza supporto. E gli ospedali del futuro si propongono sempre più come luogo capace di valorizzare robot ed esseri umani

Gli ospedali del futuro? Saranno, parafrasando una nota frase del medico svizzero Henry E. Sigerist, i templi dell’intelligenza artificiale. A riprova di questo sviluppo, da segnalare è certamente la vicenda registratasi di recente all’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino. Una struttura sanitaria nella quale un robot ha saputo esportare un rene proveniente da una paziente di 45 anni, portatrice di rene ectopico pelvico.

Una rara anomalia congenita, che nella maggior parte dei casi in cui si registra va curata anche con l’intervento chirurgico di rimozione, e che il robot è riuscito a portare a termine con successo da solo. È stata la prima volta, hanno spiegato dal Molinette, che viene utilizzata la chirurgia robotica a fronte di una situazione anatomica vascolare complessa.

Gli ospedali del futuro, del resto, sono destinati a funzionare proprio così. Attraverso il supporto e il sostegno della chirurgia robotica, che permette di arrivare dove l’uomo spesso fa più fatica. Sono numerose, non a caso, le novità rese possibili dalle scoperte dell’intelligenza artificiale, già a disposizione oggi. E in questo contesto, a fare la voce grossa sono senza dubbio Google e Johnson & Johnson, dalla cui partnership sono nate e nasceranno nuove tecnologie robot-assistite, con un obiettivo: mettere assieme su una sola piattaforma tre sviluppi tecnologici diversi, come i robot, i sistemi di imaging e l’analisi dei dati. Tre aspetti su cui l’innovazione saprà supportare gli ospedali del futuro e i chirurghi del domani.

Qualsiasi riflessione sui nuovi modelli di Sistema Sanitario Nazionale (SSN) del futuro, del resto, dovrà indubbiamente tenere conto, anche nel nostro Paese, delle scoperte tecnologiche dell’intelligenza artificiale. Uno scenario in cui gli investimenti andranno pensati e mirati nel modo più adeguato, e dove si dovrà riconsiderare il ruolo dell’ospedale, visto non più solamente come un edificio fatto di persone e pazienti malati da curare, quanto come “insieme di processi e tecnologie”, che da quell’edificio si diramano sul territorio pervadendolo. Un posto, l’ospedale 4.0, modellato a partire dalla tecnologia e soprattutto dai processi di produzione ed erogazione delle prestazioni sanitarie, cliniche o chirurgiche. Un luogo dove “le migliaia di cose” sono collegate in rete le une dalle altre, per permettere all’ospedale del futuro di proporsi sempre di più, al tempo stesso, come casa dei robot e rete di salvataggio per gli uomini.

La rivoluzione digitale in campo sanitario è già in atto: analisi dei Big Data, machine learning e stampanti 3D sono infatti una quotidianità che viene vista, dalle strutture sanitarie, sempre più come obbligatoria. Perché del resto, proprio come diceva il medico Sigerist, un ospedale assurge al ruolo di tempio della medicina. E la tecnologia dovrà continuare i propri passi in avanti per riuscire a mantenerlo come tale.


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