Automotive e IoT: possibili implicazioni per la sicurezza

Pubblicato il 7 Ottobre 2015in Ultime Notizie

Con la diffusione dell’ IoT, gli operatori di telecomunicazioni e i vendor hanno oggi la possibilità di acquisire clienti in un numero di mercati verticali fino ad oggi inaccessibili: questo ha fatto sì che la sicurezza di rete applicata all’IoT sia diventato un tema sempre più presente nel dibattito generale.

Basta guardare al settore dell’automotive, più all’avanguardia rispetto ad altri mercati. Automobili che si parcheggiano da sole e riconoscono la segnaletica stradale sono realtà attuali che rappresentano solo l’inizio della rivoluzione. Le tecnologie vehicle-to-vehicle(V2V) e vehicle-to-infrastructure (V2I) e la navigazione connessa permetteranno di avvisare i veicoli in avvicinamento a un incidente per rallentare, consentiranno alle automobili di pagare i parcheggi in autonomia e offriranno ai guidatori un modo nuovo di vivere le città. Quella dell’IoT non è, quindi, soltanto una fantasia, ma un futuro prossimo, nonostante tutte e difficoltà e le implicazioni che questo comporterà.

Com’è facilmente prevedibile, aumentando il numero di reti coinvolte, cresce anche il numero di possibili violazioni di sicurezza. Se ci fidiamo di un veicolo senza pilota che ci accompagna nei nostri spostamenti, vuol dire che il termine sicurezza è diventato molto più che un semplice tema di discussione, ma una vera e propria priorità per il bene degli utenti e delle aziende tecnologiche. Recentemente, il sistema elettrico di Jeep è stato hackerato durante la guida, aggiungendosi alla lunga di violazioni di sicurezza e riportando il dibattito al centro della questione. Più o meno contemporaneamente, per quanto le due storie non siano collegate, Giesecke & Devrient e IBM hanno annunciato di aver avviato una collaborazione, con l’obiettivo di realizzare una nuova soluzione in termini di sicurezza del veicolo e rendere più difficile possibili violazioni in futuro.

Con l’implementazione di soluzioni di SDN/NFV nel campo del networking, nonché la continua evoluzione dell’IoT, il confine tra i mercati enterprise e telco diventa sempre più labile. Eventi come la violazione del sistema Jeep e l’annuncio di Giesecke &Devrient con IBM possono rappresentare un potenziale vantaggio sia per gli operatori di rete che per i solution vendor. Dal punto di vista della rete, i fornitori di servizi hanno la competenza giusta per aiutare le grandi imprese (se non addirittura interi settori) a capire come queste soluzioni per la sicurezza possano essere sviluppate. Allo stesso modo, mentre i solution vendor lavorano intensamente nel settore verticale delle telecomunicazioni, i system integrator con una forte conoscenza del settore possono aggiungere un valore straordinario e favorire il deployment di reti IoT estremamente sensibili.

Perché la sensibilità negli operatori di telecomunicazioni è così preziosa? Per cominciare, i player del settore conoscono “la rete”. Sanno come gestire soluzioni multi-vendor e/o come soddisfare molteplici stakeholders. Inoltre, sono a conoscenza delle implicazioni di upstream e downstream, e possono inserire procedure di sicurezza in diversi punti all’interno della rete.

Nel futuro, si prevede un dibattito sempre più acceso sulla sicurezza nel campo dell’IoT, non soltanto legato al settore automotive. Inoltre, diverse nuove soluzioni saranno portate sul mercato, per aiutare le grandi aziende che non fanno parte dell’industria delle telecomunicazioni a proteggere la loro offerta. Concludendo, l’Internet delle Cose permetterà quindi di rilanciare la competitività delle aziende, aiuterà gli utenti in tutta una serie di mansioni, ma produrrà problemi che dovranno essere necessariamente risolti per il bene comune e per garantire la reale applicabilità dell’evoluzione tecnologica.


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