Big Data? Ecco perché sono la manna dal cielo delle compagnie aeree

Pubblicato il 1 Nov 2018in Ultime Notizie

Personalizzazione dell’esperienza, cura del cliente, tracciamento delle offerte: così i colossi del cielo usano i Big Data per aumentare le vendite

 

I Big Data? Stanno facendo le fortune delle compagnie aeree. In un contesto in cui tutte le grandi multinazionali hanno capito l’importanza dei dati per impostare le loro strategie di mercato, questa categoria sembra ne stia usufruendo particolarmente.

Conoscere i viaggiatori per fidelizzarli. È questo il motivo per cui i Big Data sono così utili ai colossi del cielo. Che con l’avvento di internet hanno visto stravolgere il loro mercato: non più elitario e selezionato, ma aperto a tutti e ricco di competizione.

Le compagnie aeree, grazie ai Big Data, hanno però saputo cogliere l’aspetto positivo di questo cambiamento, anche grazie a un’enorme quantità di statistiche, su clienti e velivoli. Riuscire ad utilizzarli per abbassare i costi, ottimizzare i risultati e implementare l’efficienza è quindi l’obiettivo primario.

 

Sono numerosi, gli esempi in cui i dati hanno cambiato l’industria dei voli. Nel 2014, United Airlines in America ha iniziato a seguire un piano che segue tre parole-chiave: raccogliere, rilevare, agire. Grazie a questi tre elementi, l’azienda è stata capace di regalare all’utente un’esperienza di prenotazione online personalizzata. Come? Offrendo a chi si appresta a fare un check-in sul volo, attraverso i Big Data, una proposta – in appena 200 millisecondi – coerente con le precedenti scelte di quell’utente.

Non solo. Southwest Airlines, sempre negli USA, dispone oggi di palmari che consentono l’accesso a informazioni dettagliate sul cliente: frequenza di volo, provenienza, destinazioni precedenti. Mentre Delta, tramite i Big Data, sta iniziando a chiedere ai propri assistenti di volo di entrare in contatto digitale con almeno cinque passeggeri per ogni tratta, tra coloro che hanno sottoscritto un programma “miglia” con la compagnia.

E il fenomeno non riguarda solo gli States. British Airways usa da tempo la funzione “know me” per effettuare un’analisi dettagliata dei dati di ogni cliente, per poi proporgli offerte coerenti con quelle precedenti. Mentre Ryanair e Easy Jet, in Europa, si sono affidati ai Big Data per impostare i loro programmi di fidelizzazione. Ryanair con la vendita incrociata di servizi extra-personalizzati. Easy Jet con la generazione in tempo reale del costo dei posti dei voli.

La strada dei Big Data, per le compagnie aeree sembra essere tutta in discesa. Entro il 2026, i dati generati ogni anno dovrebbero raggiungere quasi quota 100 miliardi di gigabyte. Mentre i nuovi aeromobili genereranno tra i cinque e gli otto terabyte per volo, permettendo alle aziende di risparmiare dai 5 ai 6 miliardi di dollari all’anno.

 


Commenti per Big Data? Ecco perché sono la manna dal cielo delle compagnie aeree

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.