Sì, ora l’Italia ha imboccato davvero la strada del Big Data Analytics

Pubblicato il 26 Feb 2018in Ultime Notizie

Ad evidenziarlo sono i dati dell’Osservatorio Big Data Analytics & Business Intelligence del Politecnico di Milano: 1,1% miliardi di euro di investimenti nel 2017

 

“Senza Big Data Analytics, è come se le aziende si trovassero a vagare nel web cieche e sorde, come un cervo nel mezzo di un’autostrada”. La riconoscete? È una frase scritta in un tweet da Geoffrey Moore, Chairman Emeritus di Chasm Group & Chasm Institute e teorico marketing della Silicon Valley. Quando la twittò, il 12 agosto 2012, in Italia si aveva ancora timore a parlare di Big Data Analytics, sconosciuti sia dal mercato che dai radar delle imprese. Oggi, quasi sei anni dopo, è cambiato tutto. Perché anche nel nostro Paese, Big Data fa ormai rima con attualità.

Il processo di Big Data Analytics costituisce infatti una porzione sempre più importante degli investimenti delle aziende. E a confermarlo sono i dati di fine 2017, rivelati dall’Osservatorio Big Data Analytics & Business Intelligence realizzato dal Politecnico di Milano. Secondo i dati, gli investimenti dovrebbero aver superato i 1,1 miliardi di euro nel 2017, con un aumento di quasi un sesto rispetto al 2016. Una spesa trainata dalle grandi imprese, che stanno accelerando la corsa verso gli algoritmi. Un investimento che è molto forte soprattutto in alcuni comparti, come quello bancario (28%) e industriale (24%), TLC e media (14%).

Le grandi imprese italiane stanno accentuando il loro sforzo sul Big Data Analytics con l’obiettivo di estrapolare dalla mole dei dati ottenuti, suggerimenti utili sul comportamento dei loro consumatori. E quindi sugli investimenti conseguenti da fare. Secondo quanto emerso dall’osservatorio, il 70% delle aziende ha puntato infatti a migliorare il proprio rapporto con il cliente, il 68% ad aumentare le vendite e il 66% a tagliare il cosiddetto time to market. E le conseguenze positive dagli investimenti sui Big Data in Italia, sono state sotto gli occhi di tutti: il 91% delle aziende coinvolte dalla ricerca dell’osservatorio ha registrato un aumento delle vendite, mentre il 67% ha trovato le condizioni per la creazione di nuovi prodotti e servizi.

I Big Data Analytics sono una priorità ovviamente mondiale ed europea, non solo italiana. Il mondo di oggi è fatto di dati e i dati sono il motore economico che spinge le imprese: secondo quanto emerso da un recente studio Goldstein Research, i Big Data varranno in Europa il 2% del PIL entro il 2024 e creeranno i presupposti per 3,5 milioni di posti di lavoro, per un mercato globale complessivo di circa 200 miliardi. Un potenziale enorme, che per altro è ancora poco sfruttato. Un’ulteriore indagine Forrester Consulting, infatti, condotta tra Europa, Medio Oriente e Asia, ha evidenziato come solo il 19% delle organizzazioni sfrutti tutti i dati disponibili ottenuti. Un aspetto che fa riflettere e che fa capire, parafrasando le parole di Geoffrey Moore, quanto le aziende abbiano ancora tanta strada da fare, per evitare di finire nell’autostrada del web senza la cassetta degli attrezzi IT adeguata.

 


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