C’era una volta la foresta, oggi si trasforma in smart forest

0 Commenti Pubblicato il 16 agosto 2017in Ultime Notizie

La digital transformation si fa green: arrivano le smart forest

 

Consultare qualsiasi informazione grazie al wi-fi, ordinare la cena con un’app, accedere a servizi di PA o di banking con un click, insomma, una vita smart. È il paradigma della digital transformation, che sta rivoluzionando sia la realtà delle aziende e dell’economia che la nostra vita quotidiana. E le smart forest sono l’ultima frontiera, naturalistica, di questa rivoluzione.

Infatti, da tempo sono noti i vantaggi che la diffusione della banda larga e dei servizi legati a internet possono apportare al nostro quotidiano. Oltre a rendere pratica e più veloce la nostra normale routine, consentono però di snellire costi, risparmiare risorse ed energie, dunque hanno anche un risvolto green, perché tutelano l’ambiente, razionalizzano gli sprechi, e spesso arginano l’inquinamento.

In questo clima di conciliazione tra tecnologia e ambiente e di attenzione verso la natura, gli spazi verdi diventano sempre più connessi e attrezzati, con la nascita delle smart forest. Si tratta di boschi dotati di software e sensori che monitorano sentieri e corsi d’acqua, ma anche frane o altre minacce al territorio, e ne condividono i dati e le informazioni per via telematica, consentendo così di valorizzare, ma anche di tutelare e difendere un patrimonio che è sempre più conteso dall’asfalto, e spesso minacciato da vandali e incendi. Questo atteggiamento tecno-ecologico, infatti, punta a salvaguardare la natura, appoggiandosi alle stesse tecnologie che rendono smart le nostre metropoli, e che saranno anche a servizio dell’ambiente.

Tra gli investimenti intrapresi invece nella città in ottica eco-friendly, un esempio diffuso sono i sistemi smart per l’illuminazione: sono infatti numerosi i nostri capoluoghi che si stanno impegnando per ridurre emissioni e sprechi provenienti da lampioni e illuminazione urbana. Un altro tentativo è poi quello di Londra, dove è stato creato e installato, in Bird Street, un tratto di pavimento intelligente che traduce il movimento dei passi in corrente, mentre altre tecnologie lungo questa  passeggiata da ritorno al futuro strizzano l’occhio all’ecologia, con panchine che assorbono l’anidride carbonica.

Ovunque la tecnologia sta quindi diventando un sostegno essenziale, ed è certamente importante non trascurarne nemmeno i risvolti ambientali, come suggeriscono queste idee virtuose, che ci raccontano di nuovi mezzi per rispettare un impegno, quello con l’ambiente, che deve diventare costante e inossidabile, insomma, un ever green.

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Sanità digitale, passi avanti per l’Italia (ma non troppo)

0 Commenti Pubblicato il 9 agosto 2017in Ultime Notizie

Nel corso del convegno “La Sanità alla rincorsa del cittadino digitale” è stata analizzata la situazione della sanità digitale in Italia: la modernizzazione prosegue, ma si può fare di più

 

Il recente convegno “La Sanità alla rincorsa del cittadino digitale” ha rappresentato l’occasione per fare il punto sulla diffusione della sanità digitale in Italia. I dati presentati hanno infatti evidenziato come il sistema sanitario italiano non sia riuscito a tenere il passo dei cittadini e degli stessi medici che ne fanno parte, molto più aperti al mondo della tecnologia e delle app.

La spesa per la sanità digitale in Italia ha infatti registrato un calo nel 2016. In più, l’ammontare complessivo (1,27 miliardi di euro, pari all’1,1% della spesa sanitaria pubblica) resta piuttosto lontano dagli standard dei Paesi europei più evoluti e la stessa riduzione dello scorso anno conferma quanto i ritardi normativi, la mancanza di risorse e l’incertezza dovuta alle riforme sanitarie in atto in molte regioni abbiano bloccato lo sviluppo di nuovi progetti.

Non mancano tuttavia degli elementi positivi: la digitalizzazione di base delle aziende sanitarie procede speditamente, e di pari passo cresce la consapevolezza dell’importanza di questo sviluppo da parte delle direzioni strategiche. A livello nazionale, anche se spesso declinate su implementazioni a base regionale, l’80% delle strutture consente già di scaricare i referti da Internet, mentre il 61% permette di effettuare online la prenotazione delle prestazioni.

Un altro elemento caratterizzante per la sanità digitale che sta vivendo un’importante crescita è quello della telemedicina: al teleconsulto tra strutture o dipartimenti, ormai piuttosto comune, si stanno affiancando sistemi più avanzati come la teleriabilitazione e la teleassistenza. Benché queste ultime debbano essere ancora considerate come delle sperimentazioni in corso, il crescente interesse da parte dei medici preannuncia rilevanti prospettive di crescita per il futuro.

L’implementazione della Business Intelligence e l’utilizzo dei Big Data costituiscono un’ulteriore area di interesse strategico per il mondo della sanità digitale, che il 36% delle direzioni strategiche considera prioritario. Per quanto riguarda la Business Intelligence, la principale fonte di dati è costituita dai database amministrativi, mentre l’utilizzo dei dati provenienti da social media e dispositivi wearable è ancora piuttosto marginale (tra il 4% e il 6% delle strutture sanitarie). Iniziano inoltre a diffondersi anche le soluzioni per la Big Data Analytics, che sfruttano i dati delle cartelle cliniche elettroniche e dei registri degli studi clinici.

La conferma di un sistema sanitario complessivamente più lento degli attori che ne fanno parte arriva infine dagli stessi medici: è in crescita (tra il 30% e il 50%) il numero di medici generici e di internisti che utilizzano le app per informarsi. Ma è in aumento anche il numero di coloro i quali utilizzano WhatsApp per comunicare con i propri pazienti, benché si tratti di un canale “non certificato”: se da un lato una simile soluzione permette di ridurre le distanze con il paziente e di stabilire un sistema efficace per lo scambio di dati e immagini (tanto da consentire al paziente, in alcuni casi, di non sottoporsi a una visita), dall’altro il rischio è principalmente legato a un aumento nel carico di lavoro per il medico e a possibilità di incomprensioni con il paziente.

 

 

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Gard si affida a Interoute per la propria digital transformation

0 Commenti Pubblicato il 2 agosto 2017in Casi di Successo

La compagnia di assicurazioni norvegese Gard, attiva nel settore marittimo, sceglie di farsi accompagnare da Interoute sulla strada della trasformazione digitale

 

Il recente interesse nei confronti della digital transformation da parte di banche e assicurazioni trae in larga parte origine dalle difficoltà causate dalla crisi economica. Queste realtà si sono infatti trovate, da un lato, a dover far fronte a un periodo prolungato di tassi d’interesse ridotti e, di conseguenza, di rendimenti molto bassi; dall’altro, i rispettivi enti regolatori hanno spinto con forza in direzione di una maggiore digitalizzazione di entrambi i settori. Del resto, un recente studio di Boston Consulting Group ha evidenziato come il settore finanziario nel suo complesso debba cercare di risparmiare sui costi di produzione di ogni pacchetto offerto ai clienti.

La digital transformation si è però, almeno in parte, già avverata anche per loro: basta registrarsi su un sito di comparazione prezzi o scaricare un’app sul proprio smartphone per entrare a far parte di un database e iniziare a ricevere offerte su misura. Diverse banche lo fanno già con mutui e conti correnti, e anche le assicurazioni si stanno rapidamente convertendo a questo tipo di approccio.

In questa direzione va quindi la decisione di Gard, una delle più importanti compagnie di assicurazioni del settore marittimo che ha recentemente deciso di affidarsi a Interoute per sostenere la propria digital transformation. La scelta di Gard riconosce il valore di Interoute soprattutto per quanto riguarda le soluzioni tecniche realizzate dell’azienda ma, come spiega Carl August Poppe, Senior Manager Infrastructure Capabilities, Technology and Business Transformation di Gard, ne evidenzia in particolare “la capacità di essere un fornitore innovatore e agile, nonché un partner che ha davvero compreso le nostre esigenze”.

’implementazione dell’infrastruttura ICT di Interoute e, in particolare, della sua piattaforma cloud Virtual Data Center, ha già permesso a Gard di ottimizzare i propri processi lavorativi interni in 13 uffici. La progressiva trasformazione digitale ha già infatti permesso di migliorare sia l’esperienza lavorativa per tutti gli impiegati coinvolti, sia quella d’uso per le oltre 12.000 imbarcazioni protette dalla società.

Per ulteriori informazioni sulla partnership, vi invitiamo a consultare il comunicato stampa integrale.

 

 

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Il turismo made in Italy mette al centro il digitale

0 Commenti Pubblicato il 27 luglio 2017in Ultime Notizie

Presentato il piano strategico del turismo 2017-2022: investire in tecnologia nel digitale per aumentare la qualità dell’offerta

 

Il turismo è sempre più un settore strategico sia dal punto di vista culturale che politico; è stato, infatti, approvato in via definitiva il Piano Strategico del Turismo 2017-2022, che ne delinea lo sviluppo per i prossimi sei anni. Nel piano è previsto l’investimento nel digitale e in tecnologie ad hoc per l’integrazione delle politiche con il progetto Industria 4.0. Il Piano è stato presentato dal Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini: «Un documento di svolta, elaborato con il pieno coinvolgimento degli esperti e delle associazioni di categoria, che rafforza l’idea di Italia come museo diffuso e, proponendo anche nuove destinazioni, individua nel turismo, sostenibile e di qualità, uno strumento di policy per il benessere economico e sociale di tutti». L’obiettivo, infatti, è stato quello di «delineare le azioni concrete per governare in maniera intelligente e sostenibile la crescita di questo settore in Italia nei prossimi anni».

Nello specifico si prevede di valorizzare il settore turistico che attualmente vale 171 miliardi di euro, pari all’11,8% del Pil, attraverso 13 obiettivi specifici e 52 linee d’intervento racchiuse in 4 obiettivi fondamentali: diversificare l’offerta, grazie al potenziamento dell’attrattività del sistema dei siti Unesco e delle città della cultura; innovare il marketing del brand Italia; accrescere la competitività realizzando una governance efficiente e partecipata.

Punto fermo del piano è la rivoluzione digitale con il progetto “Porte d’Italia” in collaborazione con Enit, che prevede la valorizzazione degli hub di ingresso del paese tramite la creazione di un WiFi unico nazionale. In aggiunta verrà promosso l’utilizzo prioritario di strumenti online, tra cui l’impiego dei Big data, per valutare l’andamento del settore e attrarre la domanda, favorendo una gestione dinamica dei mercati in cui intervenire, dei prodotti e delle strategie per promuoverli. Per monitorare le performance degli investimenti e delle politiche di innovazione verrà, invece, attuato un sistema di sorveglianza attraverso un “cruscotto di monitoraggio del PST” in grado di valutare l’efficacia e l’efficienza delle strategie e delle azioni implementate.

Un progetto, quindi, che sarà in grado nei prossimi anni di rispondere all’evoluzione della domanda nel settore che non si concentra più solo sulle singole destinazioni, ma ricerca situazioni uniche e coinvolgenti capaci di trasformare una vacanza in un’esperienza da ricordare e condividere.

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La centralità del data center nel mondo dell’Industry 4.0

0 Commenti Pubblicato il 24 luglio 2017in Ultime Notizie

La crescente importanza dei data center e la sempre maggiore centralità del dato richiedono un’adeguata consapevolezza da parte delle realtà manifatturiere

 

L’avvento dell’Internet of Things e dell’industry 4.0 sta portando a una sempre maggiore centralità del dato, la cui conservazione all’interno dei data center richiede una particolare attenzione anche a livello di privacy. Il data center, luogo fondamentale di raccolta e di conservazione del dato, acquisisce infatti un’importanza cruciale, ponendosi al centro di un’infrastruttura chiamata a gestire una produzione di dati elevata come mai prima d’ora.

La principale conseguenza di questo cambiamento riguarda la tumultuosa crescita nel numero di data center di grandi dimensioni e capaci di offrire una capacità operativa prossima al 100%. Sono inoltre sorte realtà che si occupano esclusivamente della gestione di infrastrutture data center, come Data4 o Supernap.

Tali infrastrutture rispondono essenzialmente a una duplice necessità: se da un lato soddisfano l’esigenza di spazi per lo storage, dall’altro si occupano di gestire la richiesta di ambienti di calcolo. In questo senso Interoute, come spiega Matteo Biancani, Sales Director dell’azienda, dispone di un’infrastruttura di data center proprietari che le permette di essere presente su entrambi i fronti, anche grazie alla propria rete in fibra di 70.000 chilometri diffusa in tutta Europa: “Colleghiamo in modo privato e sicuro aziende multi-sede, rendiamo disponibili cloud pubblici, privati e ibridi offrendo spazi fisici e virtuali, con un occhio particolarmente attento alla compliance”.

Un’ulteriore linea di tendenza riguarda la progressiva sensorizzazione del settore manifatturiero. Per rispondere a questo tipo di esigenze, prosegue Biancani, “Interoute sta spingendo con forza sullo sviluppo di nuovi servizi da integrare all’interno del proprio portafoglio”. Tra questi vi è anche il nuovo servizio di edge analytics presentato a maggio, che permette di processare i dati in prossimità di dove questi si trovano, consentendo così di disporre di insight nel giro di pochi minuti. In questo modo non è più necessario l’utilizzo di server fisici, magari dislocati in luoghi lontani, mentre viene assicurato un processo decisionale più semplice, rapido ed efficace.

 

 

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Le aziende IT in UK confidano nella crescita grazie agli investimenti nel digitale

0 Commenti Pubblicato il 20 luglio 2017in Ultime Notizie

Il 90% delle imprese aumenterà gli investimenti nel digitale nei prossimi 10 mesi nonostante l’incertezza post Brexit

 

Sono stati resi noti i risultati del sondaggio commissionato da Interoute, condotto lo scorso marzo, che ha coinvolto 120 aziende britanniche leader nel settore IT. La survey ‘Transforming for Success in a Changing World’ si è incentrata sui futuri investimenti nel digitale e tecnologici. Dalle risposte è emerso che il 90% ambisce alla crescita nei prossimi 10 mesi, nonostante i repentini cambiamenti tecnologici e l’incertezza politica del dopo Brexit abbiano avuto un grosso impatto sul mercato. Il 94% concorda, infatti, nel sostenere che gli esiti referendari, che comporteranno l’uscita della Gran Bretagna  dall’Europa, abbiano condizionato  le  strategie in ambito IT, mentre il 60% vede l’incertezza sui cambiamenti politici come la principale sfida al raggiungimento degli obiettivi di digital transformation.

Per questo motivo secondo Mattew Finnie, CTO di Interoute, «questo studio prova che la maggior parte delle aziende in UK  sta già prendendo attivamente delle decisioni in ambito tecnologico ed è  pronta a cambiare in maniera repentina per mantenere la competitività di fronte a un mercato così mutevole e incerto».  Il modo di pianificare la tecnologia per le aziende è cambiato «non si tratta più di puntare sui prossimi 5 anni. Si tratta di prendere decisioni oggi, mentre si progettano quelle di domani. È necessario cambiare prima di quanto   si pensi». E se prima a trasformarsi erano soprattutto le aziende in espansione «nel mondo di oggi è una scelta obbligata e potrebbe essere l’unica via per sopravvivere».

La sfida per le aziende consisterà, dunque, nel rimanere competitive, assicurandosi allo stesso tempo stabilità e riduzione dei costi. Per la metà degli intervistati l’investimento nel digitale consisterà nel trasferimento di una porzione significativa delle loro infrastrutture IT al cloud per i prossimi 10 mesi, nonostante le opinioni sulla strategia di attuazione siano ancora in parte divergenti. Secondo Finnie «dovremmo muoverci verso un mondo cloud-first, ma va mantenuta una visione pragmatica dei costi, del valore e dei benefici».

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Immobiliare.it e Interoute: insieme per una migliore customer experience

0 Commenti Pubblicato il 17 luglio 2017in Casi di Successo

La partnership con l’operatore proprietario del più grande network in Europa permetterà a Immobiliare.it di consolidare la propria vocazione tecnologica

 

Immobiliare.it ha recentemente annunciato l’avvio di una partnership tecnologica con Interoute. La collaborazione riguarderà da un lato l’infrastruttura cloud sulla quale verranno ospitati i contenuti multimediali (immagini, video e virtual tour degli immobili) relativi a diverse città nel mondo; dall’altro, la disponibilità della rete Internet, della fibra ottica e dei data center di Interoute permetterà a Immobiliare.it di inaugurare il nuovo data center in alta disponibilità di Roma, facendo così seguito a quello già attivo a Milano.

Immobiliare.it è il più importante portale e la più diffusa app dedicata al mondo degli immobili in Italia, con oltre 22 milioni di visite al mese al sito web e 4 milioni di download dell’app. Come spiega il CTO Aldo Armiento: “la nostra azienda ha sempre puntato sulle potenzialità offerte dalla banda larga, sull’ampia diffusione di smartphone e tablet e, in generale, sull’innovazione: lo dimostrano del resto gli importanti investimenti effettuati in ricerca e sviluppo, in sperimentazione e in formazione del nostro dipartimento tecnologico”.

Un dipartimento tecnologico basato a Roma con il nome di Immobiliare Labs, composto da oltre 60 specialisti IT e che vedrà presto un’ulteriore espansione. Immobiliare.it non nasconde infatti la propria attenzione alle nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale e il machine learning, in vista del loro utilizzo nella creazione di nuovi filtri di ricerca ancora più precisi.

“La partnership con Interoute permetterà di concentrarci maggiormente sullo sviluppo di nuove soluzioni dedicate alla ricerca di immobili all’estero”, prosegue Armiento. “Abbiamo inoltre registrato un crescente interesse per gli immobili italiani da parte di potenziali investitori stranieri, a cui vogliamo offrire una migliore esperienza d’uso anche al di fuori dei confini del nostro Paese”.

Grazie alla sua piattaforma digitale, in grado di integrare servizi di connettività, co-location facilities e il Virtual Data Center (VDC) nel Cloud, Interoute ha dimostrato di essere il partner ideale per Immobiliare.it, alla ricerca di soluzioni per le proprie esigenze di flessibilità, sicurezza e ridondanza e di una customer experience impeccabile per gli utenti.

Per maggiori informazioni sull’adozione della tecnologia di Interoute da parte di Immobiliare.it è possibile trovare il Comunicato Stampa integrale qui.

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Piano triennale per l’informatica: la P.A. si apre alla trasformazione digitale

0 Commenti Pubblicato il 13 luglio 2017in Ultime Notizie

Il piano 2017-2019 annunciato dal Governo rilancia la trasformazione digitale della pubblica amministrazione italiana

 

Con l’approvazione del Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione 2017–2019, il Governo italiano ha indicato per la prima volta un modello di riferimento per lo sviluppo dell’informatica pubblica italiana e la strategia per attuare la trasformazione digitale del Paese.

Non si tratta però unicamente della sola definizione di linee guida o di una “visione”: il Piano contiene le istruzioni per tradurle in pratica alla luce degli obiettivi dell’Agenda Digitale 2020, che vedono l’Italia proiettata a diventare un Paese digitale – con la pubblica amministrazione digitale al centro di questa rivoluzione.

Il Piano ha inoltre il compito di avviare il processo che porterà a una razionalizzazione della spesa annuale per il settore informatico pubblico, attualmente suddivisa tra troppi progetti, portati avanti da decine di amministrazioni pubbliche differenti. La presenza di linee guida ben definite consentirà inoltre di riorganizzare in modo coerente diversi aspetti della trasformazione digitale: da quelli più superficiali, come l’utilizzo degli stessi elementi grafici; a quelli più tecnici, come l’adozione di linguaggi e database omogenei e compatibili tra loro.

In effetti, come ben illustrato da Giorgio De Rita su Agi.it: la “sovrapposizione d’idee, progetti, iniziative, sistemi informativi, regole tecniche che, se da un lato hanno il pregio di favorire l’iniziativa personale di qualche burocrate illuminato, dall’altro impediscono qualsiasi progresso di sistema”. La trasformazione digitale italiana è stata quindi finora ostacolata da “troppe banche dati (ciascuna ricchissima, ma isolata dal mondo), troppi portali e siti web, troppe applicazioni, troppi sistemi di autenticazione per l’accesso ai servizi, troppi luoghi e soggetti di coordinamento (che è il modo migliore per non coordinare nulla)”.

L’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) avrà quindi il compito di guidare le amministrazioni nell’implementazione delle indicazioni suggerite. Il Piano non sarà tuttavia immutabile nel tempo: la versione attuale definisce le attività per il 2018, ma entro il mese di settembre di ogni anno sarà possibile intervenire attraverso strumenti di condivisione e collaborazione (come GitHub, ReadTheDocsDiscourse) e proporre modifiche.

Tra gli obiettivi della trasformazione digitale dell’Italia vi è infatti anche quello di consentire nuove modalità di utilizzo dei dati in possesso delle amministrazioni, le quali potranno in futuro condividerli tra loro e generare big data per conoscere meglio i problemi e le aspettative dei cittadini. Simone Piunno, responsabile del Piano all’interno del Team Digital di Diego Piacentini, il “digital champion nazionale”, ha inoltre spiegato in un’intervista a Wired.it che la “disponibilità di dati in formato open permetterà ai cittadini di monitorare cosa funziona e cosa no nella propria città e nell’amministrazione pubblica”.

L’obiettivo è quindi definito: avviare la trasformazione digitale della pubblica amministrazione italiana in modo che questa possa, a sua volta, generare un “effetto leva” per accompagnare le imprese lungo il medesimo percorso.

 

 

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Dalle SD-WAN alle Hybrid-WAN: tecnologie per la digital transformation

0 Commenti Pubblicato il 10 luglio 2017in L'angolo dell'Esperto

Le soluzioni basate su tecnologie SD-WAN, come Interoute Edge,consentono di ridurre i costi e migliorare affidabilità e flessibilità 

Sfruttare le tecnologie SD-WAN come soluzione alle crescenti richieste di connettività delle imprese? Una prospettiva interessante, basata sulla consapevolezza che lo sviluppo della digital transformation e la piena digitalizzazione dei servizi potranno avvenire solamente in presenza di un accesso facile ed economico alla banda larga e ultralarga. Solo così le aziende potranno favorire i pagamenti digitali, semplificare i propri processi e i passaggi burocratici e, in ultima analisi, gettare le basi per gli investimenti nella sharing economy e nell’Industry 4.0.

Già oggi, tra il 30% e il 50% del traffico-dati delle grandi imprese è stato trasferito nel cloud, dove si troverà entro il 2030 anche l’80% del deployment delle applicazioni. Le infrastrutture cloud-based si apprestano quindi a sostituire i data center tradizionali (la larghezza di banda utilizzata cresce in media del 20% su base annua): Eugenio Pesarini, Manager, Sales Engineering di Interoute, ci spiega in questo senso il ruolo sempre più importante ricoperto dalle tecnologie SD-WAN.

Cosa sono le SD-WAN?

“Con SD-WAN (Software-Defined WAN) si intende un modello di implementazione di reti geografiche tra le diversi sedi di un’organizzazione che prevede lo spostamento dei meccanismi di instradamento del traffico in uscita da ciascuna sede dal livello dei protocolli di rete a quello dei protocolli applicativi. In questo modo è possibile disporre di una maggiore flessibilità e di una serie di funzionalità a livello software per ottimizzare i flussi di traffico”.

Quali sono le funzionalità permesse da questo tipo di soluzione?

“L’implementazione delle SD-WAN consente di ottimizzare i flussi di traffico in funzione delle applicazioni che trasportano e della loro ubicazione, siano esse in altre sedi dell’organizzazione o in data center delocalizzati, o, ancora, ospitate su piattaforme cloud. Per quanto riguarda la sicurezza, è inoltre possibile utilizzare collegamenti privati di tipo MPLS, crittografare il traffico su collegamenti Internet-based o implementare funzionalità di firewalling”.

Come vengono gestiti i picchi di saturazione ed eventuali guasti?

“La gestione dei picchi di saturazione è assicurata dall’ottimizzazione della banda, che consente un risparmio medio di circa il 30% della banda disponibile. La possibilità di instradare il traffico su collegamenti multipli e basati su reti diverse rende le SD-WAN estremamente affidabili anche in caso di guasto del link primario. Grazie a queste soluzioni, come Interoute Edge, si possono infatti creare delle reti ibride che integrano molteplici tecnologie di accesso e che consentono di disporre in tempo reale della prima connessione fruibile. Si tratta di fatto dell’applicazione del concetto di Software-Defined Network (SDN) alle reti geografiche aziendali, trasferendo i principi e le funzionalità tipiche del networking a livello di software. In ogni caso, queste tecnologie non puntano a sostituire quanto piuttosto a integrare i sistemi disponibili, fornendo un’alternativa capace di coesistere con le reti MPLS. Il loro utilizzo combinato, che dà origine al cosiddetto Hybrid-WAN, permette infatti sia di ridurre i costi, sia di beneficiare di maggiori affidabilità e flessibilità, dal momento che le SD-WAN sono in grado di reagire alle alterazioni della rete, adattandosi rapidamente ai cambiamenti in corso”.

 

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Digital transformation e retail: come cambia la customer experience?

0 Commenti Pubblicato il 6 luglio 2017in Ultime Notizie

Nei prossimi anni IoT, realtà aumentata e intelligenza artificiale rivoluzioneranno la customer experience nel settore retail

In un periodo in cui, inevitabilmente, il ruolo del negozio fisico cambia, la terza generazione dell’e-commerce stabilisce nuovi modelli operativi e la convergenza della customer experience fisica e digitale è ormai diventata una priorità, come si prospetta il futuro per il mondo del retail?

A dare un primo indizio è l’analisi dello scenario globale, che registra una crescita costante del commercio digitale e la conseguente crisi dei retailer tradizionali. Già dal 2017 si prevede una rivoluzione dei punti vendita, con un netto miglioramento in termini di customer experience, efficienza dei processi e gestione dell’inventario.

Come rivela uno studio condotto dall’istituto di ricerca IDC (International Data Corporation), nei prossimi tre anni raddoppieranno gli investimenti in digital trasformation: un trend che ha già coinvolto, o è in procinto di coinvolgere, il 97% dei retailer europei.

Nello specifico un ruolo importante nel percorso di trasformazione del settore retail sarà ricoperto da tecnologie innovative tra cui l’Internet of Things, la robotica, l’intelligenza artificiale e la realtà aumentata, che promettono di elevare l’esperienza del consumatore e l’operatività degli addetti a un livello superiore. Ad incentivare i retailer ad investire in tecnologia innovativa anche la scelta da parte del Governo di istituire un iperammortamento, previsto dal Piano Nazionale Industria 4.0, dal 140% al 250% – cifra riservata ai beni materiali e a sistemi, che si inseriscono a pieno titolo nel contesto di questa rivoluzione come espressione dell’Internet of Things.

Per questo motivo a Milano, il 31 maggio, Accenture, società di consulenza focalizzata principalmente  sulla tecnologia, ha inaugurato l’Accenture Customer Innovation Center (ACIN) come strumento per immaginare e sviluppare la nuova frontiera del retail.  Tra i diversi ambienti di ACIN, le “demo-room” che presentano un concentrato di nuove soluzioni applicabili. Nel finto supermercato di Accenture, il dialogo con il consumatore inizia prima della visita sul punto vendita, con promozioni mirate. All’interno le soluzioni mostrate in demo sono diverse: dagli schermi interattivi nei pressi dei prodotti, a punti di informazione che forniscono dettagli su prodotti complessi come i vini, fino ai consigli dati ai clienti da chatbot e assistenti virtuali. Tra le altre proposte anche sensori e videocamere poste sugli scaffali, in grado di capire quando è necessario un rifornimento di merce, riducendo notevolmente i tempi di stoccaggio. Oppure diverse modalità per uscire pagando in modo contactless, eliminando così le code e i tempi di attesa. Soluzioni, queste, che per quanto possano risultare all’avanguardia sono nei fatti già ampiamente applicabili.

 

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